di Roberta Alfano - 29 Luglio 2009

Perché non cadano nell’oblio e nell’indifferenza. È questa la motivazione che Giuseppe Di Massa, presidente dell’associazione Centro Culturale di Gragnano e dei Monti Lattari, propone rilanciando un’idea che era già da tempo in fase di preparazione. Stilare un catalogo delle opere d’arte trafugate o scomparse dal territorio dei Monti Lattari e diffonderlo tramite i mezzi di comunicazione.

In realtà l’idea nasce dai recenti furti nelle chiese di Santa Maria ad Nives e Sant’Agostino a Gragnano ed il tentativo, fortunatamente fallito, nella chiesa del SS. Salvatore a Casola di Napoli. Gravissimi episodi avvenuti sul territorio dei Lattari. La città di Gragnano non è solo turismo enogastronomico, è anche Arte e Storia. A testimoniarlo sono infatti le sue splendide ed antichissime chiese. Visitandole è possibile avere un’idea della loro importanza storica e della qualità delle opere d’arte presenti sul territorio. 

La vandalizzazione della fontana di piazza Marconi, la costruzione abusiva realizzata in piazza Castello che ora copre la visuale del portico medioevale dell’Arcipretura di Santa Maria a Castello, lo smantellamento di un altare a San Nicola dei Miri, con smaltimento come rifiuto anche della pietra consacrata dell’altare stesso, e infine la distruzione della cornice cinquecentesca della finestra di palazzo De Miro sembrano far perdere alla città di Gragnano il senso della propria storia e delle proprie radici culturali.

Il Centro di Cultura e Storia della città dei Lattari vuole richiamare l’attenzione su avvenimenti che minano poco a poco il tessuto sociale stesso del paese. L’associazione propone quest’iniziativa mirando al ritrovamento di veri e propri tesori d’arte perduti: statue, pale d’altare, marmi, paramenti ed arredi sacri. “I furti avvenuti, che non sono un fatto isolato e costituiscono un lungo stillicidio di sottrazione di pezzi artistici unici e irriproducibili, – spiega Di Massa – richiamano alla memoria le numerose tele, pale d’altare, statue, oggetti di argenteria sacra, paramenti di congreghe e chiese, marmi, persino il portone di Santa Maria ad Nives, i pavimenti interi in riggiole settecentesche, i tesori in oro e argento di numerose immagini sacre, e le stesse immagini, a noi gragnanesi tra le più care, come quella della Madonna Incoronata e della Madonna del Rosario di Giacinto Diano. E forse é stato solo per una fortunata combinazione o per ignoranza dei ladri se oggi non piangiamo la sottrazione anche della Madonna della Neve di Luca Giordano dalla chiesa di Santa Maria ad Nives”.

Negli ultimi anni l’associazione ha raccolto in decine di schede le immagini di tante opere d’arte scomparse dal territorio. Il Centro ha deciso di stampare questo materiale ed intende diffondere il più possibile queste immagini, inserendole sul suo sito web (www.centroculturalegragnano.it nella rubrica “Chi li ha viste?”). Lo scopo è quello di rendere inutili i furti in quanto non collocabili sul mercato dell’antiquariato. Questo mercato illegale é il secondo business mondiale della criminalità organizzata, dopo quello della droga.

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