di Gigi Mirto - 29 Luglio 2009

Ercolano è ancora protagonista sulla strada della legalità, abbinata, in questa occasione alla solidarietà. In che modo? Urge fare una premessa. Sul territorio cittadino molti sono gli immobili confiscati dalla autorità giudiziaria alla camorra o si è alle battute finali dell’iter che li sottrarrà al controllo malavitoso. Le mafie in questo modo vengono colpite nei loro interessi economici.

Ma un effetto ben più tangibile per la comunità locale è la loro destinazione d’uso dopo la confisca. In questo, si è rilevata determinante una legge del 1996, la numero 109, che consente l’utilizzo a scopi sociali degli immobili sequestrati alle cosche malavitose. In questa prospettiva, dopo Radio Siani, l’emittente web impegnata nella diffusione della cultura della legalità, è la volta de “La casa dei diritti”, dedicata al leader sudafricano anti-apartheid Nelson Mandela, inaugurata nel giugno scorso. La struttura scaturisce da un progetto che vede coinvolti, oltre all’amministrazione cittadina, il Ministero dell’Interno e l’ARCI Solidarietà di Napoli ed è destinata ad ospitare le famiglie dei rifugiati politici e i richiedenti asilo.

Il Centro sorto ad Ercolano si aggiunge alle pochissime analoghe strutture presenti sul territorio regionale e si trova nel centralissimo corso Resina, a pochi metri da Radio Siani. La struttura si  sviluppa su due livelli e consente di ospitare fino a quindici persone, alle quali il Ministero dell’Interno avrà concesso lo status di rifugiati. Attenzione particolare sarà riservata alle donne sole in gravidanza, ai genitori singoli con minori e alle vittime di torture.

Particolarmente  soddisfatto è il sindaco Gaetano Daniele nell’affermare che “la realizzazione della “Casa dei diritti” è un ulteriore forte segnale di legalità ed un colpo importante alle ricchezze delle mafie. Si riaffermano le regole dello Stato di diritto, rendendo visibile la capacità della comunità di rifiutare i comportamenti criminali.” A gestire Casa Mandela saranno i volontari dell’ARCI Solidarietà che assisteranno gli ospiti in tutto ciò che sarà necessario, per garantire loro una vita dignitosa. Ma non si tratterà di fornire solo cibo, vestiario o cure mediche. Al contrario, l’obiettivo prioritario sarà quello di facilitare l’inclusione sociale dei rifugiati, accompagnando gli adulti nella ricerca di occasioni di lavoro e contribuendo all’educazione dei piccoli, anche attraverso la realizzazione di corsi di lingua.

Insomma, l’amministrazione ercolanese, con Casa Mandela, apre “un portone alla luce della legalità”, inserendo un ulteriore tassello nella costruzione di un  tessuto sociale attivo, che riscatta la città dal giogo malavitoso.

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