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Costa del Vesuvio, da San Giorgio a Cremano a Castellammare di Stabia, una lunga fascia che si snoda tra la il Vesuvio e il mare, un ideale distretto turistico.
Lungo il percorso si “incontrano” 86 alberghi:
8 a 1 stella;
19 a 2 stelle;
37 a 3 stelle;
21 a 4 stelle;
1 a 5 stelle situato a Sant’Antonio Abate.
I comuni nei quali si registra una maggior presenza di strutture ricettive sono Pompei con 26 alberghi e Castellammare di Stabia con 20, a seguire Ercolano con 8, Torre del Greco e Gragnano con 6, Lettere con 5, Portici, Pimonte, Torre Annunziata, Trecase, Boscoreale, Boscotrecase con 2, Santa Maria la Carità, Sant’Antonio Abate e San Giorgio a Cremano con 1.
Tutto per un totale di 2.568 camere e 4.999 posti letto.
Dati questi, forniti dall’Ente Provinciale per il Turismo di Napoli, che testimoniano l’esistenza di un sistema alberghiero e soprattutto di una mentalità a vocazione turistica.La maggior parte delle strutture ricettive sono sorte nel ‘900 per rispondere alla crescente richiesta di alloggio nell’area.
Alcune di queste non esistono più, come l’Hotel Poli in Piazza Bellavista di Portici, altri si sono ampliati, come l’Hotel Casa Rossa e il Marad a Torre del Greco (con i fondi messi a disposizione attraverso l’originario Patto Territoriale del Miglio d’Oro), altri sono nati dalla riconversione d’uso di altre strutture come nel caso della settecentesca Villa Aprile divenuta l’Hotel Miglio d’Oro Park Hotel a Ercolano (finanziamento anche in questo caso erogato dal Patto Territoriale del Miglio d’Oro) e l’ex cementificio oggi sede del significativo hotel Crowne Plaza a Castellammare di Stabia che con il Pompei Resort a Pompei sono stati resi possibili non solo dall’iniziativa di imprenditori audaci ma anche dal contributo dei fondi europei erogati attraverso lo strumento del Contratto d’Area torrese stabiese.
Se da un lato essere albergatore nell’area vesuviana costiera è un vantaggio per la ricchezza delle bellezze e i numerosissimi motivi di visita o meglio turismi esistenti: archeologico, religioso, culturale, verde, congressuale, termale, enogastronomico, etc, dall’altro necessità di grande caparbietà e professionalità in quanto è inutile ignorare i gravi problemi che sussistono e che è superfluo elencare perché ormai noti.
Da un turismo “mordi e fuggi” a un turismo “motivazionale e stanziale”, citava il Documento di Orientamento Strategico del PI “Pompei - Ercolano” POR Campania 2000-2006, cioè diversificare l’offerta di visita del territorio incrementando la durata della permanenza media e intercettando un turismo più motivato, pronto a aumentare il numero dei giorni di visita e la spesa ”.
L’obiettivo sopracitato non è stato ancora raggiunto e a determinare la battuta d’arresto sono stati vari fattori: crisi per l’emergenza rifiuti, denuncia camorra, la cattiva pubblicità che ne è conseguita. Tra il 2007 e il 2008 i comuni della Costa del Vesuvio registrano un decremento delle presenze alberghiere italiane e straniere del 16,10%; Castellammare registra la diminuzione più alta, da 299.462 a 253.137 pari al 20,91% mentre Ercolano segna una crescita da 25.423 a 29.647 pari al 16,60%.
I dati non sono confortanti e interessano l’intera regione ma fortunatamente non hanno scoraggiato albergatori e operatori turistici a orientarsi verso un’offerta di qualità.
49 degli 86 alberghi vanno dalle 3 alle 5 stelle, a dimostrazione che l’offerta si predispone verso target sempre più alti, inoltre si stanno compiendo trasformazioni materiali e immateriali che riguardano non solo le strutture ma anche il personale. Forte si avverte l’esigenza di formare nuove figure professionali e di riqualificare quelle presenti.
Il raggiungimento dell’obiettivo, da turismo mordi e fuggi a turismo stanziale e motivazionale, non è poi così lontano gli albergatori vesuviani e le Amministrazioni Pubbliche sono tra i protagonisti di una conversione volta a: trasformare un’area di crisi in sistema turistico, convertire il decremento con la crescita degli arrivi e soprattutto delle presenze nella Costa del Vesuvio.
(Si ringrazia per la cortese collaborazione Guglielmo Paesano dell’ Ufficio Statistica - EPT Napoli)







