di Alessandra Staiano - 29 Luglio 2009

Castellammare si prepara al Piano Casa, annunciato dal Governo, che prevede anche l’abbattimento e la ricostruzione di vecchi edifici. Lo fa concretamente partendo dalle periferie più degradate della città.
La giunta municipale ha, infatti, approvato lo studio di fattibilità per la riqualificazione di Savorito, il quartiere-dormitorio nato con la ricostruzione post-terremoto e fatto di prefabbricati pesanti che avrebbero dovuto essere temporanei e, invece, continuano ad ospitare 189 famiglie in condizioni di forte degrado.

Lo studio è stato realizzato dall’Acen di Napoli  base al protocollo d’intesa firmato con l’Amministrazione Comunale lo scorso anno, per l’ammodernamento e la rifunzionalizzazione del Quartiere Savorito. Giù i 189 alloggi prefabbricati costruiti con la legge 219 e via libera a 282 nuove case, verde pubblico, viabilità compatibile, terziario: questo il senso dell’operazione messa su carta dall’Acen per restituire dignità e vivibilità al quartiere, troppo spesso finito sulle pagine di cronaca nera per arresti e operazioni antidroga, e alle persone che vi abitano.  Lo studio di fattibilità analizza il problema sotto tre aspetti: urbanistico-architettonico, giuridico-amministrativo, economico-finanziaria. Parte dall’analisi dello stato di fatto, così come si è determinato nel corso degli ultimi decenni, sottolineando che a causa delle scelte di espansione residenziale nella periferia nord, pure prevista dai piani urbanistici “il Quartiere Savorito ha finito con l’assurgere a paradigma di una periferia irrisolta, parte di un tessuto urbano interrotto, non in grado di ricucire le aree consolidate della città con la campagna non ancora urbanizzata”. La creazione di un quartiere-dormitorio, all’epoca post-terremoto, ha favorito il rapido insorgere di degrado e obsolescenza del patrimonio edilizio, con problemi di sicurezza sicuramente maggiore rispetto ad altri ambiti urbani.
Il nuovo quartiere progettato sul mix di abitazioni e funzioni.

Dal punto di vista quantitativo esso si estende su un’area pari a circa 86.000 metri quadrati, 23.000 dei quali saranno destinati al verde pubblico. I prefabbricati pesanti della 219 saranno abbattuti, mentre l’edilizia Iacp sono previsti interventi di recupero e manutenzione.

Sono previsti l’abbattimento di 189 alloggi presenti nei prefabbricati pesanti, 128 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica in 7 edifici; 154 nuovi alloggi di cui 80 per housing sociale, destinati a categorie individuate, e 74 a privati distribuiti in 11 edifici costruiti in 7 tipologie diverse; 5.300 metri quadrati per attività terziarie; una Residenza Sanitaria Assistenziale per anziani su 2.800 metri quadrati; un Polo per l’Infanzia su 1.600 metri quadrati; 5.400 metri quadrati di parcheggi a raso e 7.500 metri quadrati di parco lineare; 23.000 metri quadrati di parco attrezzato con 5.000 metri quadrati di attrezzatura sportiva;  8.000 metri quadrati di nuove strade e 3.000 di pedonali e ciclabili, con la riqualificazione degli attuali 8.500 metri quadrati di strade esistenti.

I nuovi alloggi saranno costruiti secondo 7 tipologie diverse, in modo da evitare che lo stesso modulo abitativo per quanto convincente sia ripetuto in ogni punto dell’intervento dando l’idea della ripetizione dell’esperienza “dormitorio”, e piuttosto per creare ‘mixitè’ e realizzare residenze per quanto più possibile personalizzate e sviluppare una nuova identità.
Tutti gli edifici saranno inseriti, comunque, in uno schema unitario e collegati con il nuovo sistema di mobilità. Nessun edificio supererà l’altezza di 17 metri. le opere saranno realizzate con tecnologie ecosostenibili.
Avere pronto il progetto è un passo fondamentale per potere accedere ai finanziamenti regionali e nazionali del Piano Casa e restituire dignità alla periferia nord della città.

 

 

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