di Novella Maiello - 16 Giugno 2009

Nelle cosiddette società post-industriali la marca è condizione necessaria di esistenza e sopravvivenza di un prodotto sul mercato in quanto ne garantisce un valore economico e competitivo.
La Costa del Vesuvio pur non avendo ancora un brand definito, per dirla all’inglese, è sempre più identificata nell’immaginario collettivo con il vulcano e il passaparola l’ha ormai resa nota anche oltreoceano. L’area vanta gli scavi di: Pompei (motivo per cui era unicamente nota sino a qualche anno fa), Ercolano, Torre Annunziata, Stabia e Boscoreale e castelli medievali, palazzi e ville borboniche con annessi giardini e parchi, musei, risorse naturalistiche, eno-gastronomiche ed artigianali, sorgenti e acque termali, centri di ricerca.  Si fa fatica a credere che tutte queste risorse si trovino in un unico territorio, posizionate attorno ad una delle montagne più belle del mondo, il Vesuvio che con il Monte Somma, caldera su cui si è originato è stato e continua ad essere una delle immagini più utilizzate in pittura, fotografia, pubblicità, cinema.  Brand riconoscibile in tutto il mondo che visto dal mare regala suggestioni uniche.

Per alcuni il Vesuvio è uno stereotipo associato a sole, mare, pizza, per molti è identificativo del proprio territorio. Protagonista di tante storie e leggende.  Amico e nemico.  Le cose belle da vedere e fare in questo territorio sono talmente tante che criminalità, degrado, disoccupazione, spazzatura, rischio vulcanologico non sono riusciti a annullarla. Le risorse sono uniche e irripetibili ma vanno organizzate, definendo strategie volte a valorizzare quanto è presente e a inventare su questa base nuovi campi di attività. 

 Trarre da ciò che è radicato nell’area le opportunità per generare nuovi ambiti settoriali.

Ad esempio un buon utilizzo delle risorse ambientali e paesaggistiche potrebbe sviluppare i settori del turismo verde, enogastronomico, scientifico. Migliorare le condizioni di fruibilità e le infrastrutture (economiche e sociali, materiali e immateriali), prevedere la creazione di nuove attività e servizi, organizzare l’offerta, operare un management del territorio coordinato a livello locale e regionale garantirebbe un vantaggio competitivo rispetto al passato e un buon posizionamento sul mercato turistico nazionale e internazionale.

Parliamo di uno dei vulcani più osservati; è del 1845 l’istituzione del primo osservatorio vulcanologico al mondo per volere di Ferdinando di Borbone. Di pochi giorni la notizia, a dimostrazione del grande interesse che il brand Vesuvio muove, che il vulcano è in semifinale nel concorso mondiale bandito dalla fondazione “New seven wonders” con il patrocinio delle Nazioni Unite per aggiungersi nella lista delle 7 meraviglie naturali del mondo.

Per mettere a sistema le opportunità che la montagna offre va implementata la strategia innovazione-diversificazione  definendo le direttrici strategiche del percorso di sviluppo:
  -innovazione e ricerca - energie rinnovabili, centri e poli multifunzionali
  -benessere – mare/svago/salute, portualità, nautica
  -turismo -enogastronomico, verde, scientifico, culturale
 -cultura - eventi e festival, musei, siti archeologici, ville, artigianato

A monte di tutto creatività e cioè incentivare la nascita di nuove attività imprenditoriali e servizi attraverso facilitazioni fiscali emanate dal Governo centrale e l’Amministrazione regionale (assicurando in questo modo la non fuga dei cervelli dall’area).
Tess è stata tra i primi soggetti a proporre il Vesuvio a marca territoriale. Da sempre la società ha inteso la Costa del Vesuvio come un perfetto sistema integrato che vede nel VULCANO e nella sua immagine il perno centrale di risorse archeologiche, culturali, artigianali, enogastronomiche da cui far partire le strategie di branding che vanno necessariamente condivise: logo, simboli, slogan, siti web, tv online.

Vesuvio è piano d’emergenza e rischio vulcanico ma è anche e soprattutto:
  -Parco Nazionale del Vesuvio con i suoi splendidi sentieri
  -decongestionamento in favore di attività produttive
  -percorsi enogastronomici e naturalistici
 -ricerca e osservazione dei fenomeni vulcanologici
 -motivo di visita sul territorio,
- humus fertile,
 -pietra lavica
BRAND della Costa del Vesuvio.

Articoli correlati