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Il 6 maggio scorso quattro bus ecologici, con gli stemmi della Regione Campania, della provincia di Napoli e del Parco Nazionale del Vesuvio, sono entrati, dopo venti anni, nell’antica strada Matrone, varco di accesso al Vesuvio che, da quota 350 metri, conduce fino al piazzale posto a 1050 metri. Da qui un sentiero percorribile a piedi con la guida obbligatoria, lungo circa 900 metri, conduce al cratere del vulcano a quota 1.100 metri. L’apertura della strada Matrone, l’antico sentiero che per oltre un secolo ha portato milioni di turisti al Vesuvio, dal versante boschese, apre nuovi scenari occupazionali per gli oltre 50 mila abitanti dei tre comuni interessati.
Dopo l’inaugurazione, l’intervento delle 121 sono state abbellite grazie alla collaborazione di privati. La cosa sta funzionando e di questo se ne giova il paesaggio. Il secondo passo va fatto a favore degli imprenditori locali, ma anche di semplici cittadini, che devono essere sostenuti ed invogliati a scommettere sul futuro turistico della nostra zona al centro dei più famosi siti archeologici del mondo (Pompei, Ercolano, Oplonti); a pochi chilometri dalle costiere sorrentina e amalfitana, a venti minuti di treno dalla città di Napoli. Un’area che offre eccellenti prodotti di nicchia, artigianato tipico, attività vitivinicole, percorsi enogastronomici.
La strada Matrone fu costruita dal’ingegnere Gennaro Matrone, a seguito della Concessione regia del 13 giugno 1892. Più volte distrutta e quasi cancellata dalle violenti eruzioni del Vesuvio, la strada fu ricostruita nel 1918, quando divenne carrozzabile e le auto potevano percorrere gli 8,5 Km fino al grande piazzale posto a quota mille metri. Nel 1924 Aurelio Matrone fece costruire una casa per il custode e la biglietteria (oggi stazione della forestale). Con la riapertura questo suggestivo sentiero rappresenta un’altra perla che il nostro territorio offrirà ai turisti alla ricerca di emozioni e di paesaggi suggestivi.







