di Vivian Russo - 18 Aprile 2009

Procura di Napoli

Intervista al Dottor Franco Roberti, il nuovo procuratore della Procura di Salerno

Lei si occupa da anni di camorra,quale ritiene siano le modalità e le forme di intervento più efficaci contro la criminalità organizzata a favore della legalità?

Noi abbiamo articolato una strategia di contrasto alla criminalità organizzata,che si è andata affinando negli anni e che si fonda sostanzialmente su tre punti fondamentali :1)attacco ai patrimoni illeciti ,quindi,indagini patrimoniali e contrasto ai patrimoni leciti,sequestro e confisca dei proventi dei profitti illeciti; 2)identificazione e contrasto all’ala militare delle organizzazioni criminali ossia,quelli che sparano,quelli che commettono delitti organizzativi di primo livello; 3)cattura dei latitanti,aspetto molto importante della strategia di contrasto perchè lo stato non può tollerare che chi è stato condannato,chi è stato raggiunto da misure, provvedimenti cautelari rimanga in circolazione e continui a commettere delitti.

 Spesso è montata la polemica giornalistica e politica sull’uso dei pentiti. Questa formula che è stata fondamentale per raggiungere alcuni risultati, può a volte essere controproducente e quindi anche depistare?

I collaboratori di giustizia sono ancora adesso uno strumento fondamentale per il processo quindi,sono fonti dichiarative,fonti di prova che devono essere verificate. Qui tocca alla professionalità dei magistrati che trattano i collaboratoti di giustizia. Bisogna avere le capacità e gli strumenti investigativi per raccogliere i riscontri,per verificare la veridicità di ciò che affermano,ma ripeto,i collaboratori sono ancora adesso uno strumento fondamentale,ovviamente non sono il solo perché noi non facciamo mai indagini e processi fondati solo sui collaboratori,si associano sempre indagini di tipo più tecnico basate sulle intercettazioni telefoniche e ambientali, sulle indagini patrimoniali,dove io insisto tanto,in quanto sono un momento fondamentale di investigazione perché consentono anche di effettuare collegamenti,di individuare beni strumentali all’organizzazione che debbono essere sequestrati e confiscati. Tutta questa articolazione di modalità investigative diversificate,pertanto, concorrono a costituire il tessuto connettivo e probatorio di un’indagine sulla quale oggi di si può e si deve fondare sempre di più l’azione di contrasto giudiziario.

La camorra è terribilmente ricca. I settori di maggiore incidenza dell’azione camorristica sull’economia e sulla vita sociale del territorio?

Ne indicherei due che poi sono coerenti con la storia stessa della criminalità organizzata napoletana.1)Estorsioni,che sono l’attività criminosa originaria della camorra e continuano ad essere ancora adesso l’attività principale;2) controllo degli appalti,che molto spesso anche nell’operatività criminale si associa all’azione estorsiva di un’organizzazione. Come nuova frontiera infine ci sono i traffici di stupefacenti che riguardano in modo diversificato le varie organizzazioni,in alcuni casi vedono i clan camorristici protagonisti nei traffici internazionali di stupefacenti e in altri casi solo come acquirenti e poi commercianti, ma forniti da altre organizzazioni.

La lotta alla camorra negli ultimi anni ha avuto anche risposte positive in termini di cittadini di prima linea,cittadini che hanno denunciato il racket. Crede che coloro che sono stati colpiti,principalmente i commercianti iniziano a rispondere all’attacco della camorra?iniziano a denunciare i soprusi?

Io credo che anche se molto faticosamente,molto lentamente si stia facendo strada,una consapevolezza nella società civile,e che cioè  lo stato, gli apparati di contrasto,la magistratura,gli organi di polizia,sono si necessari ma non sono sufficienti se non c’è anche la collaborazione dei cittadini,soprattutto la collaborazione delle vittime dei reati. In questo senso le associazioni antiracket hanno un ruolo assolutamente fondamentale,perché organizzano il coraggio dei cittadini,che da soli  come individui non avrebbero la forza e il coraggio per vincere il muro di omertà e denunciare le pressioni e i reati che subiscono,invece se riuniti in associazione possono presentare le proprie denuncie ,questo lo fanno con maggiore propensione. Nella zona vesuviana costiera a che punto siamo rispetto ad altre zone,quali per esempio quella dei Casalesi o anche la stessa camorra partenopea? Proprio la zona costiera,come anche poi la vesuviana, presenta spiccate affinità con le metodologie criminali dei Casalesi, ossia controllo dell’economia,controllo del mercato,controllo degli appalti,quindi una vocazione molto accentuata degli affari,quindi relazioni anche collusive con alcuni esponenti delle pubbliche amministrazioni e infine traffici di stupefacenti. Questa zona costiera in particolare vede clan camorristici come protagonisti nello scenario del traffico stras nazionale  di stupefacenti e li vede come fornitori a livello nazione ed internazionale. Franco Roberti lascerà Napoli per diventare Procuratore Capo di Salerno,due parole a riguardo. Sono molto motivato,so di dover affrontare un compito difficile ma è un compito necessario sotto certi aspetti e professionalmente molto interessante e gratificante,credo di affrontarlo con la giusta motivazione e spero di fare bene.

 

 

Articoli correlati