|
||||||||||
Intervista a Ezio Terzini il Direttore ENEA di Portici
L’Enea da anni rappresenta l’eccellenza della ricerca italiana sull’energia fotovoltaica. Quali sono le frontiere attuali della vostra ricerca?
Sin dagli anni Settanta l’ENEA vanta una lunga tradizione nella ricerca fotovoltaica. Quando negli anni ’80 tale settore di ricerca fu trasferito a Portici, nacque un impegno verso una frontiera estrema che ancora oggi resta tale ed è quella del fotovoltaico a fibra sottile che utilizza un particolare strato di silicio, chiamato silicio amorfo, che ha applicazioni molto duttili soprattutto in architettura ed edilizia perché può essere applicato su superfici di vetro, metallo e plastica. Anche altri tipi di fotovoltaico, come quello a concentrazione, sono oggetto di ricerca presso questa struttura e ci consentono ci competere alla pari con i maggiori centri di ricerca mondiali su tali materiali.
Negli ultimi anni a causa dell’aumento della domanda complessiva d’energia, le riserve mondiali di combustibili fossili risultano limitate. Le cosiddette energie rinnovabili rappresentano la speranza a cui perfino la nuova amministrazione americana sta puntando. Come si colloca l’energia fotovoltaica rispetto alle altre fonti rinnovabili in termini di benefici?
Il fotovoltaico, dato il grosso impatto dei costi dei materiali che costituiscono il cuore delle strutture, non è competitivo con i combustibili fossili ma già oggi ci sono importanti applicazioni che lo lasciano preferire alle fonti tradizionali di energia, per esempio in casi di interruzione della fornitura di energia elettrica, o per il pompaggio di acqua in zone desertiche. Gli sforzi degli ultimi anni sono diretti soprattutto verso l’abbattimento dei costi dei materiali: anche nel nostro caso, gli studi sull’uso di film sottili, del fotovoltaico a concentrazione, rappresentano lo sforzo che compie il Paese verso il fotovoltaico a basso costo che può consentire la penetrazione diffusa verso gli utenti finali. Esistono anche sovvenzioni e incentivi come il Conto Energia che consente all’utente finale di istallare l’impianto in casa e vendere energia a un prezzo molto vantaggioso al sistema elettrico nazionale ricavandone anche vantaggi economici e contribuire al fabbisogno energetico nazionale e alla riduzione delle emissioni di CO2.
Che rapporti esistono tra l’Enea e il territorio?
Dopo i primi anni dall’avvio delle attività del centro negli anni ’80, i rapporti sono andati a consolidarsi sempre di più sia con l’Amministrazione Comunale di Portici sia con l’intero territorio circostante che può considerarsi come una città metropolitana in cui Tess Costa del Vesuvio sta operando per la riqualificazione della fascia costiera. Con l’attuale Amministrazione di Portici abbiamo molti progetti in comune come, per esempio, Portici Campus grazie al quale tutte le realtà di ricerca site qui al Granatello collaborano con l’Amministrazione per una serie di iniziative che riguardano il turismo scientifico, attività progettuali su territorio per incrementare lo sviluppo e la qualità della vita. Un’altra iniziativa di rilievo riguarda la proposta avanzata dall’A.C. di realizzare un piano energetico comunale che, in linea con il piano energetico regionale a cui anche noi abbiamo suggerito dei contenuti, permetterà a breve alla città di essere tra i primi comuni a dotarasene. Sul territorio costiero abbiamo suggerito l’idea di un parco energetico a servizio del polo nautico di Torre Annunziata e Castellammare di Stabia con l’utilizzo di diverse fonti rinnovabili quali le biomasse, il solare, il solare termodinamico. Vi è stata una accettazione entusiastica da parte della regione Campania e della stessa Tess per cui si procederà allo studio di fattibilità per l’implementazione dell’energy park. Nei confronti delle imprese, purtroppo il territorio si presenta alquanto sguarnito e pertanto guardiamo a imprese di rilevanza nazionale, che stanno conducendo progetti molto interessanti con noi, per lw quali questo centro scientifico funziona da attrattore.
Quali sono le maggiori resistenze alla diffusione delle energie rinnovabili?
I costi sono il primo step da superare anche se si può dire che oggi lo si è alquanto superato attraverso i contributi statali a favore delle energie rinnovabili. Un altro grande impedimento è costituito dai vincoli di diversa natura, come i regolamenti comunali, i piani regolatori, le richieste alla Soprintendenza, che spesso rappresentano ostacoli insormontabili per l’utente finale che volesse realizzare un piccolo impianto a proprio uso in terrazza o in giardino. La semplificazione delle procedure è un fattore chiave per la diffusione di tali istallazioni.






