di Domenico Maria - 16 Aprile 2009

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Intervista al direttore di Città della Scienza, Edoardo Imperiale

Qual è il rapporto tra Città della Scienza S.p.A. e le tematiche dell’ambiente e delle energie rinnovabili?

Il legame tra le tematiche che riguardano ambiente ed energia e Città della Scienza S.p.A. è evidente già dalla sua collocazione geografica. Città della Scienza sorge infatti sui suoli dell’ex Polo Industriale di Bagnoli, area interessata dal Piano di recupero ambientale, che ha come obiettivo la riqualificazione urbana e il risanamento ecologico-ambientale dell’intera zona.  Città della Scienza ha costituito uno dei primi importanti passi per la realizzazione della nuova Bagnoli. Rappresenta  infatti una struttura a basso impatto ambientale, nata dal riutilizzo dei vecchi capannoni industriali dell’Italsider.
Oltre agli ambiti che caratterizzano la sua mission, Città della Scienza intende anche diventare un opportunity center per lo sviluppo delle politiche legate alle green technology.
Il tema delle tecnologie a basso impatto ambientale è diventato oggi un argomento di grande rilevanza. A riprova della centralità di questa tematica, va evidenziato che, alla scorsa Conferenza europea per l’energia eolica di Marsiglia, c’è stata un’affluenza record di oltre seimila partecipanti e 390 espositori. Numeri mai visti, che sottolineano con forza come il tema sia sempre più sentito.
Inoltre, Città della Scienza, Business Innovation Centre - BIC  ha al suo interno un incubatore d’imprese scientifiche e tecnologiche specializzato oltre che nei settori IT e ICT anche in quelli dell’ambiente e della qualità della vita, in particolare in ambito marino, ambientale ed energetico.
Non va dimenticato che, in tali settore, opera anche Area Tech Coroglio, consorzio di 30 aziende con sede presso l’incubatore di Città della Scienza.  La convergenza di obiettivi strategici, ha stimolato la creazione di un consolidato network tra le imprese, strutturato secondo un modello di distretto tecnologico ad impatto zero.  A tal proposito va ricordato il premio Best Science Based Incubator 2008, vinto a Parigi da Città della Scienza, per l’alto valore, la qualità e le migliori prassi espresse dal suo Incubatore di imprese innovative.

Nel settore della cooperazione territoriale, per cui Città della Scienza ha ricevuto delega dalla Regione Campania, quali opportunità si possono cogliere relativamente alle energie rinnovabili?

Città della Scienza ha in cantiere diversi progetti legati al tema dell’energia rinnovabile e dell’efficienza energetica. I paesi europei, l’area mediterranea e l’Europa dell’Est uniti in una partnership strategica sui temi dell’energia, all’interno della rete europea Bridgeconomies: si tratta di un esempio di progetto promosso da Città della Scienza S.p.A. con Tess Costa del Vesuvio. La proposta è quella di creare un vero e proprio network tra i paesi delle varie aree, per agire in partnership all’interno di progetti di sviluppo di settori come il fotovoltaico, l’eolico, l’energia solare e l’energia idroelettrica.  Nell’ambito dell’Asse 7 - obiettivo specifico 7.b “Cooperazione Interregionale” - del POR FESR Campania 2007-2013, Città della Scienza è stata incaricata dalla Regione Campania di occuparsi della predisposizione di un Programma Strategico Triennale per il coordinamento degli interventi di cooperazione territoriale. In particolare, per quanto riguarda il settore ambientale, la cooperazione interregionale favorirà la predisposizione di strumenti per il miglioramento di metodologie e processi necessari ad una maggiore tutela delle risorse naturali, attraverso la promozione di partenariati europei su temi comuni o su iniziative complementari, in cui lo scambio di informazioni e di best practices favorisce la costruzione di partnership per la prevenzione dei rischi naturali congiunti.

Affinchè la Campania possa diventare una Regione “verde” quale è il modello da applicare (in ordine a reti relazionali, centri operativi e decisionali, modelli organizzativi, strumenti tecnici e legislativi da applicare, tempi), per ottenere ricadute nel medio periodo sul territorio regionale in termini di salvaguardia ambientale, risparmio energetico e migliore qualità della vita?

Bisogna cercare di impostare un modello che crei nuove opportunità di crescita e di sviluppo a  partire dalle energie verdi. Le fonti di energia alternativa  rispondono perfettamente a questa necessità, perché consentono di coniugare sviluppo ed ambiente in perfetta sintonia con le linee guida di Lisbona e Goteborg. Le opportunità e le nuove sfide offerte dal settore delle energie rinnovabili devono essere evidenti sia alle istituzioni che alle imprese, come un vero e proprio ambito strategico per lo sviluppo territoriale.  L’utilizzo di energie alternative apre il nostro territorio a molte opportunità di mercato: basti pensare alle grandi risorse solari e termali a nostra disposizione. E’ la green economy, l’economia verde, la strada che si deve cercare per lo sviluppo. Se si sapranno sfruttare le risorse e gli investimenti in materia, potremmo anche arrivare all’obiettivo dell’autoproduttività. Per quanto riguarda questo ambito, infatti, i dati evidenziano la notevole dipendenza della Campania dalla produzione esterna. Oltre 4/5 dei consumi regionali di energia elettrica sono infatti soddisfatti mediante il ricorso all’importazione.
La produzione di fonti rinnovabili rimane di gran lunga inferiore rispetto alle potenzialità della regione, soprattutto in merito alle capacità di sfruttamento di energia solare, eolica e derivante da biomasse.   Città della Scienza può avviare insieme  alle università campane un progetto  per la creazione di una piattaforma web sulla green technology. L’obiettivo è informare ed offrire un focus su prodotti e tecnologie “verdi”.

Quale potrebbe essere lo scenario dell’uso di energie rinnovabili in Campania da qui al termine della programmazione 2007-2013?

Nell’ambito della programmazione 2007-2013, l’energia è l’Asse 3 del POR FESR della Regione Campania. L’obiettivo è quello di ridurre il deficit energetico regionale attraverso una strategia che trasformi il comparti energetico campano in un sistema a basse emissioni di carbonio, ricorrendo alle fonti energetiche rinnovabili per produrre elettricità e calore. Entro il 2020, è questo l’obiettivo, il 35% del fabbisogno regionale potrebbe essere soddisfatto con energia solare, eolica e derivante dalla trasformazione di residui agricoli e frazioni organiche di rifiuti.

 

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