di Carlo Aceto - 11 Aprile 2009

L’edificio rurale di Via Rea diventerà una cantina sociale. Il progetto, ormai cantierabile, è finalizzato alla valorizzazione dei prodotti locali nel percorso dei vini che coinvolge anche Trecase. L’intervento prevede il recupero dell’immobile e l’acquisizione dell’area circostante di circa 10.400 metri quadrati. Per il progetto, che sarà seguito dall’architetto Franco Polichetti di Torre Annunziata, sono stati appostati circa 2 milioni di euro: il 90 per cento a carico della Regione (fondi POR), il restante 10 a carico del Comune. L’iniziativa, che ha ricevuto l’approvazione anche della Soprintendenza, mira alla salvaguardia, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico di Trecase, e ad una riqualificazione del manufatto attraverso la creazione di una cantina sociale e un centro per la valorizzazione dei prodotti enogastronomici tipici locali, nonché per la riscoperta e il recupero delle attività artigianali e dei mestieri tipici mediante corsi di formazione. Ma soprattutto, come ha avuto modo già di spiegare il sindaco Cirillo, si vuole aiutare i produttori locali a promuovere al meglio il Lacryma Christi, vino dal marchio doc realizzato con pregiati vitigni coltivati sul versante orientale del Vesuvio. L’idea della cantina sociale è il punto di partenza per il rilancio turistico dell’area boschese per aiutare le aziende vinicole nella produzione con la riqualificazione di vigneti e la selezione di terreni di coltura, così da garantire maggiore organizzazione nella produzione con cime di alta qualità. Del resto la produzione vinicola rappresenta il settore trainante dell’economia locale, con 351 aziende distribuite su una superficie agricola di pochi chilometri quadrati. Il fabbricato da recuperare è all’ingresso del Parco Vesuvio. Si tratta di fondo “Casella”, il nome deriva dai vecchi proprietari. E’ a due piani e risale alla fine dell’800.

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