di Nunzioclaudio Belcampo - 11 Aprile 2009

Si è tenuto a Pompei il 27 e 28 marzo il convegno sotto l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica. Una due giorni intensa di incontri e dibattiti vissuti nei saloni della Casa del Pellegrino in Piazza Bartolo Longo. «In viaggio a Pompei: scrittori, artisti e giornalisti raccontano la città (1861-2009)»: questo il titolo del convegno internazionale che ha visto protagonisti illustri ospiti punto di riferimento in diversi ambiti della comunità scientifica. Giornalisti, archeologi, docenti universitari, scrittori e cultori della città hanno sottolineato come Pompei non debba considerarsi una città del passato ma un centro pulsante di vita alla luce di quanto, dal punto di vista culturale, turistico, artistico, scientifico le gira intorno. Nata da un’idea dell’assessorato alla Cultura della città di Pompei, coordinato da Antonio Ebreo, l’assise pubblica prende forma grazie alla collaborazione con l’università di Napoli della Federico II e dell’Istituto universitario Suor Orsola Benincasa. Dicevamo di una città viva che sin dalla sua scoperta (1748) ha affascinato i tanti visitatori. La fama di Pompei crebbe repentina in ogni angolo dell’Europa, per poi estendersi sull’intero globo, tanto che, come afferma il professor Pappalardo, archeologo e pompeianista: “Era così forte la fama di Pompei che tutti volevano possedere qualcosa che le appartenesse, per questo motivo lo stesso Ludovico di Baviera si era fatto costruire ad Aschaffenburg una palazzina del tutto simile alla Casa dei Dioscuri scavata a Pompei”. Tra i diversi interventi ricordiamo quello di Antonio De Simone e Maria Concolato, quello di Cesare De Seta che ha sottolineato il come ed il perché la scoperta di Pompei poteva definirsi «un terremoto nella cultura europea». Ed ancora gli interventi di Pasquale Sabbatino, Valerio Caprara, Claudio Carabba, Giuseppina Scognamiglio e Andrea Milano. Ma la fama di Pompei non è rimasta immune al potere degli organi d’informazione e anch’essa deve molto alle immagini televisive. E chi meglio di Alberto Angela, noto conduttore scientifico televisivo, poteva soffermarsi sulle tecniche per realizzare un buon documentario? «I motivi di tanto successo - ha sottolineato Angela - credo siano contenuti nel fatto che Pompei è un sito unico del patrimonio culturale mondiale. Il linguaggio e le strategie usate per comunicare la città e gli scavi sono il continuo parallelo tra la vita quotidiana di allora e quella di oggi e il suscitare curiosità, magari su cibo e profumi: chi guarda le immagini deve sentirsi parte del viaggio. Pompei è l’unico luogo che ti parla». Il convegno è stata anche un’occasione per ribadire un impegno dell’amministrazione comunale e a sancire tale promessa il primo cittadino Claudio D’Alessio: “A Pompei nascerà il Museo del Grand Tour, esattamente al secondo piano dello storico Palazzo De Fusco. Sarà un contenitore - ha sottolineato ancora D’Alessio - nel quale troveranno posto tutte le testimonianze culturali, dalla letteratura alla musica, dalla pittura alla scultura, alla poesia, alla fotografia e al cinema che dal 1860 ad oggi hanno avuto Pompei sacra o archeologica quale tappa del percorso italiano di intellettuali, artisti, scrittori, politici, musicisti e religiosi».

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