di Andrea Geremicca - 18 Marzo 2009

L’identità di un territorio non è data solo dai caratteri del suo sviluppo economico e dai tratti del suo assetto territoriale. Contano altri fattori, altrettanto importanti. Il suo patrimonio ambientale, storico e culturale. Gli orientamenti, le speranze, le attese, i sogni dei suoi abitanti.  I piani, i programmi, i progetti in campo. I livelli della governance  diffusa. La qualità, l’efficienza e il radicamento delle autonomie e dei poteri locali. Per quel poco che mi è dato di capire (ma mi riprometto di saperne di più) la TESS intercetta  e incrocia con grande intelligenza e lucida intuizione tutti questi fattori, evitando di chiudersi dentro gli stretti recinti delle “tradizionali” Agenzie locali di sviluppo. Partecipando all’incontro sulla cultura della legalità promosso qualche tempo fa dalla TESS alle ex Officine di Pietrarsa  sono rimasto colpito dalle idee messe in cantiere e attivate dal Presidente Leopoldo Spedaliere e dai suoi collaboratori. E dagli strumenti di comunicazione, dialogo e partecipazione (la comunicazione non è  informazione a senso unico: è in sé dialogo e partecipazione) posti in essere per coinvolgere da protagonisti Comuni, Associazioni, imprese, lavoratori, cittadini, giovani innanzitutto, forze sociali  e politiche su una prospettiva di rinnovamento e sviluppo della zona.  Bisogna dire che il contesto nel quale si muove la TESS è “tosto”. Ma le risorse e le opportunità sono tante, in qualche caso uniche. A partire dall’ambiente: il mare, i monti, il Vesuvio, città e panorami stupendi. Dal patrimonio storico, culturale, archeologico, monumentale. Dall’apparato produttivo e industriale. Un apparato oggi in crisi, che non deve essere solo difeso e innovato (non c’è avvenire post-industriale, terziario e quaternario di un’area nel vuoto di attività industriali tecnologicamente avanzate) ma va riconvertito e reinventato. Sapendo che lo sviluppo e la produttività oggi sono fatti da tante cose: dalla cultura (esiste una straordinaria “produttività” civile, sociale, economica e finanziaria della cultura). Dalla scienza. Dal turismo (ovviamente). E dal prezioso, insostituibile “capitale sociale”. Non solo: esiste la economia della conoscenza e dei saperi, senza dei quali si rimane al palo. La produttività sociale (o un deficit, a seconda dei casi) della Pubblica amministrazione, delle istituzioni, dei servizi. La “opportunità” irrinunciabile della legalità: “la legalità conviene al Mezzogiorno”. E la drammatica “diseconomia” della criminalità organizzata che “occupa” tutti gli spazi nei vuoti della presenza, dell’iniziativa e della credibilità dello Stato. Tra le risorse e le condizioni potenzialmente di favore della fascia costiera vesuviana (ma non solo costiera) va considerata la omogeneità e al tempo stesso la peculiarità, la distinzione rispetto alla città di Napoli: E la continuità non territoriale, certo, ma di storia, caratteristiche e vocazione della zona flegrea, della fascia costiera occidentale, a partire da Bagnoli. Qui, assieme ai tanti vantaggi,  arriviamo anche al contesto “tosto” nel quale si muove la TESS. Penso ai limiti istituzionali, legislativi e politici (la politica non è mica una parolaccia!) con la quale si deve misurare l’Agenzia; in particolare alla frammentazione dei Comuni, che spesso si muovono fianco a fianco ma come tante monadi, con la mano destra che non sa quello che fa la sinistra. D’accordo, si dirà: ma la TESS serve proprio a “mettere insieme” i poteri locali, con piani e programmi condivisi. Tuttavia, se manca una precisa normazione del ruolo e delle funzioni delle Agenzie di sviluppo e mancano reali strumenti e puntuali politiche sovracomunali, si pedala in salita.. E si fatica il doppio quando la programmazione economica e la pianificazione territoriale sono ancora attardate su vecchi schemi e modelli, mentre l’Europa e il mondo cambiano in fretta. Per questo mi sembrano particolarmente meritevoli e apprezzabili gli sforzi, la determinazione, la voglia di fare di realtà come la TESS.
      *Presidente della Fondazione Mezzogiorno Europa   

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