di Novella Maiello - 18 Marzo 2009

 

Natura: patrimonio comune, tutela, criminalità ambientale, politiche di sviluppo, emergenze…
Non è un caso che siano tantissimi gli argomenti che si legano al tema, in quanto la natura è in assoluto il patrimonio più importante da salvaguardare.  Dal XIX secolo in poi sono stati tanti i soprusi e le offese arrecate sull’ambiente, sacrificato in nome dello sviluppo economico e industriale. Per anni siamo stati convinti erroneamente che l’ambiente fosse fonte di risorse inesauribili,in continuo rinnovamento. Fortunatamente la mentalità in questi ultimi decenni è molto cambiata e la sensibilità verso la tutela e la conservazione del patrimonio ambientale va sempre più accrescendo tra i cittadini. Si è passati dal concetto di sfruttamento a quello di utilizzo razionalizzato e rispettoso dell’ambiente. Rispettare la natura vuol dire garantire una buona qualità di vita alle generazioni presenti e future. Contrariamente al passato oggi si tenta di combinare la tutela ambientale con le esigenze di un’economia in continua crescita – in modo sostenibile e nel lungo periodo. La stessa politica dell’UE si basa sulla convinzione che norme ambientali rigorose stimolino l’innovazione e creino le opportunità imprenditoriali. Bisogna ottimizzare l’uso delle risorse ambientali e le politiche annesse vanno strettamente integrate con le politiche economiche, industriali, artigianali, sociali. Non tutti i paesi possono vantare eguali patrimoni naturali; l’Italia per nostra fortuna è uno di questi e la Campania è una delle regioni più rigogliose d’Italia. Bellezze naturali quali il Parco Nazionale del Vesuvio, i Monti Lattari, il Monte Faito, insenature costiere e porti, sorgenti termali si trovano nell’area vesuviana costiera.  A questo patrimonio si accompagna un clima gradevole e salubre ed una ricca terra vulcanica il cui humus garantisce prodotti di inconfondibile sapore e altissima qualità. Centro del territorio, attualmente fruibile attraverso escursioni di sentieri e percorsi guidati, è il Vesuvio, il vulcano reso famoso dall’eruzione che seppellì le città di Pompei, Ercolano e Stabia, e che ospita lungo le sue pendici le Ville settecentesche del Miglio d’Oro, l’Osservatorio Vesuviano, il primo punto di osservazione e studio vulcanologico del mondo fondato nella prima metà dell’800. I Monti Lattari e il Monte Faito offrono vedute di grande suggestione, angoli ancora selvaggi, terrazze naturali che si susseguono e diventano motivo di escursioni nonché tappe culinarie presso agriturismi e piccole strutture ricettive.  Le zone costiere, pur soffrendo di un elevato stato di degrado conseguente ad anni di industrializzazione, offrono ancora momenti di svago balneare per le popolazioni locali ed alcune sono state riconvertite in porti turistici come ad esempio il Porto Marina di Stabia, divenuto in solo due anni già uno dei principali scali diportistici d’Italia. Le sorgenti termali e naturali di acque, tutte diverse per composizione e capacità terapeutiche; sorgenti di acque cloruro-sodiche, bicarbonato-alcaline, bromoiodiche e sulfuree di elevato valore idropinico.  Attorno a questa ricchezza naturale si sono generate spontaneamente strutture specialistiche termali tra Castellammare di Stabia e Torre Annunziata adeguatamente attrezzate ad erogare trattamenti che comprendono cicli di massaggi, applicazioni di fanghi, aerosol e bagni termali, cure consigliate per patologie come quelle respiratorie, ginecologiche, dermatologiche, reumatologiche, dell’apparato gastroenterico, del sistema nervoso e per la riabilitazione ortopedica. In linea con la programmazione regionale nell’area è in atto una pianificazione degli interventi sinergica con le strategie dello sviluppo sostenibile.  Sviluppo sostenibile vuol dire integrare il fattore ambientale in tutte le politiche di settore. La natura deve essere sempre posta al primo posto, pertanto le decisioni territoriali vanno prese ragionando sul loro impatto ambientale e tracciando delle strategie di intervento volte anche a prevedere i risultati nel breve e lungo periodo.  Una delle strategie per l’area vesuviana costiera è l’ecoturismo.  E’ proprio dal turismo verde che parte la filiera benessere-enogastronomia-diportismo nautico. I passi da compiere sono ancora tanti ma l’area nel suo percorso di cambiamento e crescita è più che pronta a cogliere le opportunità che una politica di rispetto e tutela ambientale può produrre. Se prima c’era l’industrializzazione e l’inurbamento oggi ci sono i vincoli di tutela paesaggistica, l’idea di utilizzare fonti di energia alternativa, nuove iniziative imprenditoriali nei settori del turismo ricettivo, enogastronomico e produttivo, nei campi della ricerca scientifica. Assistiamo alla diffusione della cultura ambientalista, si parla di economia verde, industria ecocompatibile, edilizia sostenibile a risparmio energetico. La Costa del Vesuvio nonostante abbia subito in passato offese ambientali continua a essere un tratto di costa di invidiabili bellezze naturali e paesaggistiche. Essa può rappresentare un marchio di qualità ambientale; un punto di forza e partenza attraverso il quale la Regione Campania può attuare il programmato processo di valorizzazione del patrimonio ecologico e delle risorse naturali e di creazione di filiere nel campo del turismo sostenibile.

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