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Forse non tutti ricordano una canzone di Ivano Fossati dal titolo “La Crisi”: nel testo l’autore si fa interprete della depressione collettiva di quei mesi di austerità dei consumi imposti in seguito allo shock petrolifero del 1973. Se il cantautore genovese “non usciva di casa perché fuori c’era la crisi” oggi la situazione è completamente diversa sia per le dinamiche attraverso cui si è giunti alla crisi, sia per la vastità delle conseguenze e per le azioni di contrasto e, a dirla con Fossati, questa volta stiamo uscendo di casa e immaginando soluzioni condivise ed efficaci. Ad oggi non è possibile stabilire come e quando si uscirà, probabilmente si dovrà aspettare l’inizio del 2010, ma è certo che tra le cancellerie europee, e via via a cascata verso le istituzioni di governo regionale, sono state allertate “unità di crisi” e predisposti meccanismi di cooperazione per mitigare l’impatto deflagrante. La Campania è stata tra le regioni più colpite in Italia sia per le caratteristiche del sistema produttivo, sia per la fragilità socio-economica della popolazione: a cominciare dai luoghi della grande industria, Pomigliano innaiztutto, la crisi si è manifestata con l’azzeramento delle commesse e la cassa integrazione forzata per migliaia di lavoratori. Così a Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, le città vesuviane a più alta concentrazione industriale, ma anche a Ercolano, con un tessuto diffuso di microimprese, non solo sono evidenti i segni della crisi, ma c’è il rischio concreto che la criminalità possa sfruttare le ulteriori debolezze dell’economia locale. Dinanzi a siffatti scenari, la amministrazioni locali hanno istituito tavoli anticrisi d’intesa con la regione Campania, i sindacati, l’Unione Industriali e le associazioni di categoria individuando priorità di intervento, progetti da finanziare o attivare, e snellimento degli iter amministrativi. Nell’area vesuviana costiera, TESS Costa del Vesuvio sta operando di concerto con le amministrazioni comunali per l’attivazione dei tavoli dell’area torrese-stabiese e di Ercolano e per concordare con la Regione Campania interventi mirati per il rilancio degli investimenti pubblici e dell’occupazione, nonché per l’avvio di un confronto serio e propositivo con il Governo centrale per quanto di sua specifica competenza.
Dal canto suo la Regione Campania ha varato un complesso pacchetto di risorse per un totale di 168 milioni di euro: tra le misure più urgenti e significative sono previste risorse a sostegno dei lavoratori in CIG con integrazioni della cassa integrazione pari a 240 euro (350 per i primi due mesi), 50 milioni per la rinegoziazione dei mutui e il pagamento degli affitti, 26 milioni a sostegno delle famiglie – per il pagamento delle rette degli asili, dell’assistenza agli anziani –, dei lavoratori precari e dei disoccupati e 60 milioni a sostegno delle imprese attraverso il consolidamento del debito a breve e altre misure per facilitare l’accesso al credito e ad incentivi. Guardando in faccia alla crisi forse non c’è nemmeno la voglia di cantare una canzone amara come quella di Fossati, ma certo è che se lui conclude dicendo che “va tutto bene, solo che non ce la facciamo più”, noi potremmo sommessamente dire che non va per niente bene ma potremmo farcela insieme.






