di Leopoldo Spedaliere - 19 Febbraio 2009

Nella descrizione del territorio fatta da Gennaro Biondi emerge un dato che fa riflettere sulla complessità e strategicità dell’area: tra il Vesuvio e il mare si stende una vera e propria città, che, per numero di abitanti, sarebbe la settima città italiana. Un territorio esteso quanto quello di Milano che racchiude una ricchezza quasi ineguagliabile di eccellenze artistiche e culturali di rilevanza mondiale, produzioni uniche e tradizioni secolari. Ma è una città sghemba, perché, a fronte della compattezza urbanistica e della omogeneità socio-culturale, non ha alcun retroterra geografico di sfogo ed espansione né tanto meno un governo unitario, che ne ordini e organizzi le strategie e le azioni per far fronte alle problematiche diffuse in maniera pressoché uniforme e alle dinamiche socio-economiche interrelate e interdipendenti.
Per questa ragione ribadiamo con la necessaria determinazione il ruolo di TESS Costa del Vesuvio come strumento insostituibile di connessione e condivisione delle politiche locali, affiancando le amministrazioni, le imprese e la parte sana e vivace della comunità locale nel difficile percorso di uno sviluppo armonioso, sostenibile e duraturo dell’intera area vesuviana-costiera. Attraverso i nostri veicoli di comunicazione e informazione, proviamo a dare spazio alle migliori energie civili, produttive e culturali dell’area: per questo, anche in questo numero dedichiamo uno spazio ai temi della legalità per opporre alle scene di barbarie criminale che hanno ferito e offeso Castellammare di Stabia quelle della città reattiva e viva, sana e forte rispetto al virus camorristico. Così come forte e sereno è il messaggio di coraggio e speranza che sale dalla Ercolano produttiva che si oppone al pizzo, come ormai sta succedendo ovunque all’ombra del Vesuvio.  La vocazione unitaria che distingue il nostro operato ci spinge a delineare una visione sistemica rispetto alla produzione di eventi e manifestazioni cha rappresenta una delle potenziali risorse economiche dell’area: grazie ai contributi di idee raccolti, abbiamo provato a verificare le possibilità di creare un vero e proprio sistema integrato di eventi e renderlo foriero di ricadute economiche e produttive, in forma di “filiera dell’immateriale”. Allo stesso tempo, la Costa Vesuviana non dimentica le realtà “minori” del territorio dando risalto all’azione dei Sindaci che, benché alle prese con problemi crescenti di disponibilità di risorse finanziarie, confidano nelle buone prassi amministrative e nelle sinergie progettuali realizzate con TESS Costa del Vesuvio per conseguire un disegno di sviluppo. L’equilibrio tra visione locale e confronto generale sulle tematiche dello sviluppo costituisce l’ambizione cui facevamo riferimento nel presentare La Costa Vesuviana: in questo numero abbiamo ospitato le riflessioni di Isaia Sales, uno dei massimi esperti di politica economica meridionale, riguardo l’immagine del Sud quale laboratorio continuo di sperimentazione politica-economico-finanziaria e non solo come paradigma dei mali del Paese. 

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