di Salvatore Vozza - 18 Febbraio 2009

Castellammare non ha paura. Di fronte alla bestialità della camorra, che ha ucciso il 3 febbraio 2009 il consigliere comunale Luigi Tommasino sferrando un feroce attacco allo Stato, la città ha reagito con forza. Venerdì 7 febbraio in strada sono scese migliaia di cittadini per la manifestazione voluta dall’insieme del consiglio comunale e dall’Amministrazione, al di là dei colori politici,  per ribadire, appunto, che la città non ha paura. Una risposta unitaria che è stata un importante segnale.  Lavoratori, studenti, professionisti, commercianti, volontari delle associazioni, insegnanti, pensionati hanno fatto proprie quelle parole e hanno sfilato silenziosamente dietro il gonfalone del Comune, accompagnato da quelli della Regione Campania, della Provincia di Napoli, della città di Napoli e di tante altre città dell’area vesuviana e non solo. La città ha avuto la conferma di non essere sola. In strada è scesa la vera Castellammare: una città straordinaria, bella, forte, piena di risorse, ricca di persone oneste che dallo Stato aspettano risposte chiare. Non solo sull’individuazione dei responsabili di un efferato fatto di sangue, compiuto da chi non ha avuto scrupoli ad ammazzare un padre mentre era in auto con il figlio di appena 15 anni, ma anche e soprattutto sul futuro di un’intera comunità. Ho piena fiducia nell’operato di forze dell’ordine e magistratura, ma so che da sola la risposta sul piano della repressione del fenomeno criminale non può bastare.
La camorra va combattuta da tutti, ognuno per la sua parte. Serve la piena trasparenza dell’attività amministrativa e su questo piano l’Amministrazione Comunale è pronta a rafforzare le procedure e gli strumenti che ha già attivato al riguardo, come la Stazione Unica degli Appalti presso il Provveditorato alle Opere Pubbliche.  Se è importante assicurare il controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine, lo è altrettanto costruire prospettive di sviluppo economico, salvaguardare e valorizzare pienamente l’occupazione della città, promuovere strumenti che elevino la qualità della vita soprattutto nei quartieri più a rischio dove offrire occasioni di socializzazione ed incontro. Il lavoro e lo sviluppo economico del territorio sono armi fondamentali contro la camorra, accanto alla promozione costante della cultura della legalità a partire dal rapporto con il mondo della scuola. Castellammare non è più la città degli anni ‘80. Ha ripreso un cammino di crescita sociale, civile ed economica che corre, però, il rischio di subire una  preoccupante battuta d’arresto. L’area torrese-stabiese, infatti, insieme a Pomigliano d’Arco rischia di pagare in Campania le conseguenze più drammatiche della crisi economica internazionale. Nelle pieghe delle difficoltà di tante famiglie e di tanti lavoratori per i quali si stanno aprendo i processi per la mobilità, come nel caso dell’Avis, o della cassa integrazione, come per Fincantieri, la criminalità può trovare nuova linfa.   Per questi motivi, insieme alle organizzazioni sindacali, ho proposto alla Regione Campania un Comitato per lo Sviluppo in modo da rafforzare  le iniziative per lo sviluppo dell’area torrese-stabiese e avanzare  la richiesta al Governo di riattivare risorse e procedure del Contratto d’Area. La risposta della Regione è arrivata immediata e di questo ringrazio, in primis, il presidente Antonio Bassolino. Dal ragionamento sulle integrazioni agli ammortizzatori sociali al bacino di carenaggio che darà una nuova prospettiva alla cantieristica navale, dall’ulteriore sostegno ai progetti per i giovani all’intero programma Più Europa: il percorso per il rilancio della città passa attraverso tutte queste tappe. E’ su questi piani che siamo tutti impegnati a lavorare per rispondere alle migliaia di cittadini che non hanno nessuna intenzione di abbassare la testa di fronte all’arroganza della camorra.

*Sindaco di Castellammare di Stabia

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