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E’ buona regola dei paesi che sanno vivere di turismo non attendere ondate spontanee di visitatori solo in virtù delle proprie bellezze, ma attirare i flussi con una serie di eventi ben pubblicizzati. Una strategia del genere presuppone una cabina di regia che studi anche itinerari di collegamento ed eviti inutili doppioni di iniziative. Per l’Evento con la maiuscola, di risonanza globale, ci sarebbe l’imbarazzo della scelta, vista l’abbondanza di stimoli storici, archeologici e culturali. Un esempio: nel 2010 cadono i 150 anni dalla fine dei Borbone e la Costa Vesuviana è ricchissima di testimonianze di quella dinastia, dalla Reggia di Portici alle ville del Miglio d’Oro, dagli insediamenti di Torre Annunziata ai cantieri stabiesi. A parte i luoghi, è viva la memoria di una moda, di una cucina, di una musica borboniche. Potenzialità enormi, a muoversi per tempo e con intelligenza. A parte le suggestioni speciali, già esiste un fitto reticolo di appuntamenti fondati sulle tradizioni colte e popolari della Costa Vesuviana, da potenziare e coordinare. Si prenda il lungo periodo di Natale, che parte dalla vigilia dell’Immacolata: i falò di Castellammare in onore della Vergine, il Carro dell’Immacolata a Torre del Greco, i suggestivi presepi a partire da quello di Gragnano che si visita muovendosi tra statue ad altezza d’uomo e animali vivi. Il Natale all’ombra del vulcano può essere meraviglioso, specie se si offrono pacchetti turistici che inglobino proposte collaterali, come mercatini coordinati della gastronomia e dell’artigianato tipici, menu particolari nei ristoranti, scenografie che abbiano per obiettivo la politica di mercato (i perduti tappeti di fiori sarebbero esemplari della moderna produzione vivaistica dell’area). Non solo Natale. Andando a ritroso nel calendario, l’autunno si presta a collegare le molte strade del vino che possono toccare i luoghi dei sapori speciali. Tante le sagre, come quelle della pasta a Gragnano, del panino a Rovigliano, del piennolo a Boscotrecase, della nocciola a Boscotrecase, del cinghiale e del porcino a Lettere, delle castagne a Pimonte, del casatiello e della pizza chiena a Ercolano. E tante le feste di stagione, come quelle di San Gennaro a Trecase, Ercolano Torre del Greco; di San Michele a Pimonte; come il corteo delle barche a Torre Annunziata. E l’estate con i Quattro Altari a Torre del Greco, le cresommomole, le cerase tardive, il panuozzo di Grgnano, i puparuoli e le molignane, il Premio Massimo Trosi a San Giorgio a Cremano, il Festival delle Ville Vesuviane, la Madonna della Neve a Torre Annunziata, la Madonna nera di Pugliano, i fuochi di ferragosto. E la primavera profumata con le processioni e i misteri di Pasqua. Un richiamo per ogni stagione, forse per ogni settimana. L’importante è farne proposta che prevalga sugli egoismi municipali e si trasformi in progetto armonico tenendo d’occhio le potenzialità di sviluppo economico.






