di Alessandra Staiano - 10 Febbraio 2009

“Per 14.600 giorni il mare e l’arenile sono stati negati agli stabiesi. Con gli interventi messi in campo, se tutti faremo la nostra parte, entro 750 giorni si potrà di nuovo fare il bagno in villa comunale”. Con queste parole il sindaco Salvatore Vozza ha presentato il complesso di interventi che permetteranno di realizzare quello che è stato un vero e proprio sogno per intere generazioni. Il recupero del lungomare e dell’intera linea di costa è una priorità su cui l’amministrazione comunale è impegnata sin dal suo insediamento nella primavera 2005. Obiettivo ambizioso per il cui raggiungimento si lavora, in collaborazione tra diversi enti, su diversi piani. A partire dall’adeguamento del depuratore di Foce Sarno, uno tra i fiumi più inquinati d’Europa che sversa i suoi veleni nel mare stabiese e vesuviano, e dal  completamento e ammodernamento della rete fognaria sull’intero territorio cittadino e nei comuni vicini che devono essere allacciati all’impianto. I lavori, curati dal Commissariato straordinario di governo, sono iniziati negli anni scorsi e avranno un punto di svolta nel 2009. Entro la fine di maggio, infatti, è previsto il completamento del collettore sinistro: ciò comporterà da subito un miglioramento netto delle condizioni del mare.
 Accanto a questi lavori ci sono le opere previste nell’Accordo di Programma Quadro “Difesa del Suolo” della Regione Campania e già appaltate. Grazie a un investimento da 5.900.000 €  si interverrà sui 1.100 metri del lungomare compreso tra i due porti della città e sui tratti di spiaggia pubblica a Pozzano con scogliere sommerse per difendere la costa dall’erosione e si provvederà al ripascimento con sabbie provenienti da cave marine.  Completa il quadro del risanamento ambientale la bonifica dell’arenile, per la quale si è compiuto un passo importante con il piano di caratterizzazione realizzato dall’Arpac. E’ stato stabilito il grado e il tipo di inquinamento del tratto di costa che va dalla foce del Fiume Sarno alla Banchina detta di zì Catiello. Ad una prima analisi da parte degli esperti il lungomare è risultato sì inquinato, ma in un grado che fa ben sperare nelle sue possibilità di recupero, attraverso operazioni di bonifica per le quali l’Amministrazione Comunale è impegnata, insieme agli altri enti, a trovare fonti di finanziamento adeguate.

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