di Antonio Bassolino - 18 Gennaio 2009

L’incendio del ristorante “Ciro a mare” è un fatto gravissimo e segnala ancor di più la necessità di condurre la lotta contro la camorra su tutti i fronti. Abbiamo bisogno di un investimento politico straordinario per combattere e vincere questa grande battaglia di civiltà. Un investimento che ha nella costruzione di nuovi spazi di legalità, nel contrasto senza tregua a tutte le mafie, nella costruzione di una nuova fase di sviluppo del Mezzogiorno le sue ragioni più profonde. E io per primo avverto l’esigenza di una lettura più complessiva, più puntuale, più incisiva del fenomeno criminale. Perché la criminalità organizzata, sotto tutte le latitudini, è fenomeno strettamente intrecciato alla modernità.  Non escrescenza del passato, ma fenomeno che affonda le proprie radici nel mondo di oggi. Non criminalità dei poveri e dei diseredati, ma sistemi che si nutrono del disagio sociale per offrire un benessere facile e una ricchezza veloce. Portici è per noi un simbolo della lotta contro la Camorra. Portici è impegnata, con la sua amministrazione comunale, in  un significativo percorso di legalità.  Portici non è  deserto civile e culturale. Ha tante energie positive, tante forze che ogni giorno contrastano e lottano.  La nostra funzione allora è quella innanzitutto di spostare più in avanti il terreno nell’unire opinione pubblica e istituzioni nella lotta contro la camorra, realizzare progetti che dimostrino la convenienza dell’antimafia, la convenienza di spezzare tutte le collusioni tra affari e politica, fare andare insieme cioè  legalità e sviluppo.  Occorre spingere ancora più in avanti perché la camorra, come la mafia, punta anche sulla divisione politica.  Ma se lo Stato si dimostra unito può vincere questa battaglia. E’ così che si rendono più forti  i cittadini che con la camorra non hanno niente a che fare. Il processo Spartacus, l’arresto del boss Setola, le tante operazioni di contrasto che si sono succedute nel corso di questi mesi, delineano una camorra in difficoltà. Un risultato che è anche il frutto  dei passi in avanti che stiamo compiendo, di una preziosa collaborazione tra apparati dello Stato, magistratura, forze dell’ordine, istituzioni locali, società civile, associazionismo, mondo dell’informazione e della cultura. Risultati che ci spingono a rinnovare con ancora più forza e determinazione la nostra battaglia. Una battaglia che si conduce su più fronti : sul fronte delle politiche sociali e delle politiche di sviluppo, dunque con la massima prevenzione. Ma anche facendo sentire il polso fermo dello Stato, con la giusta e necessaria repressione,  con l’azione di intelligence, con la celere celebrazione dei processi e con la certezza delle pene.  Una battaglia che si dispiega  con giuste e importanti scelte. Come Il progetto integrato di Portici,  finanziato con 30 milioni di euro dei fondi europei che gestiamo. Un grande progetto che ha i suoi punti di forza nella riqualificazione dell’area del water-front, nel risanamento del Granatello, nel potenziamento  delle attività dei centri di ricerca, la ristrutturazione sostenibile ed eco-compatibile degli edifici industriali e pubblici dismessi per destinarli ad attività turistico-ricettive. La strategia più efficace per contrastare i clan di camorra è  colpire le loro ricchezze, i loro possedimenti e la loro disponibilità economica. Altrettanto importante è trasformare i beni confiscati da simboli della violenza e del potere mafioso, in avamposti di legalità e di scambio, in luoghi di socialità, di vita e di cultura. E’ quello che facciamo. “Casa Don Diana” -che abbiamo confiscato al clan dei casalesi- l’abbiamo trasformata in un  centro di accoglienza per minori in affido; la grande villa confiscata a Walter Schiavone  a Casal di Principe (fratello di Francesco Schiavone, detto Sandokan) diventa  un centro di aggregazione giovanile;il parco e il teatro della legalità a Casal di Principe è nato su un bene confiscato che, insieme all’auditorium di Scampia, ospiterà Arrevuoto e spettacoli ed  eventi di livello internazionale, come la seconda edizione del Teatro Festival Italia. Ancora,l’ex “castello di Cutolo” diventa un grande centro universitario di cultura e il  Tribunale di Giugliano sarà realizzato nel grande complesso immobiliare  confiscato al boss Francesco Rea. Non meno significative la nascita del “Borgo termale”  a  Contursi Terme e, a Napoli, nella casa appartenuta al clan Giuliano all’interno del quartiere “Forcella” , la nascita del centro di aggregazione per i giovani del quartiere. Sul recupero e il riutilizzo sociale, economico e culturale dei beni,  sulla sicurezza e  legalità siamo pronti ad utilizzare i 150 milioni  di euro della  nuova programmazione europea 2007-2013. Dobbiamo saper legare, sempre di più e sempre meglio, la battaglia quotidiana con le speranze dei nostri giovani.  I giovani sono il nostro cervello culturale, civile e produttivo. La nostra risorsa più importante. Questo è l’orizzonte che, insieme, dobbiamo costruire, per fare diventare la  passione dei nostri giovani, il loro entusiasmo , la loro voglia di agire il motore della  nuova fase di sviluppo, per il Mezzogiorno, per l’Italia.  
 * Presidente della Giunta Regionale della Campania

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