Assessore Mazzocca, analisi recenti (rapporto Svimez 2008) indicano un forte incremento di emigrazione di giovani meridionali, prevalentemente con alta scolarizzazione, verso le regioni del centro nord. Il fenomeno trova generalmente motivazione nella difficoltà da parte di questi soggetti a trovare lavoro nelle regioni d’origine. Circa la metà del totale dei meridionali emigrati nel 2007 sono campani. Come spiega questa dinamica, e che conseguenze a breve e a lungo termine può avere il fenomeno sulla crescita economica e sociale della Regione Campania?
La Campania è tra le regioni più giovani di Italia e la qualità della nostra formazione è elevata. L’eccellenza formativa delle università campane è emersa in importanti valutazioni nazionali ed internazionali. Siamo dunque un serbatoio di risorse umane per l’intero territorio. Risorse che dimostrano di essere eccellenti ed apprezzate anche fuori dalla nostra regione e questo è motivo di vanto. Inoltre nel periodo dal 2000 al 2006 in Campania il numero di laureati in discipline scientifiche e tecnologiche è più che raddoppiato, passando da 4,2% a 10,2 % e gli addetti alla ricerca e sviluppo da 1,8% a 2%.
La Regione Campania, con una strategia di sviluppo basata sull’innovazione,investendo 1,2% di spesa in R&S rispetto al PIL , immediatamente a ridosso delle regioni settentrionali più attive e con un valore superiore a quello della media nazionale, è impegnata da anni a consolidare nel proprio territorio ed in ambito internazionale le relazioni scientifiche, tecnologiche ed imprenditoriali del proprio Sistema Ricerca. Bisogna continuare ad investire seguendo queste direttrici.
Si parla di fuga di cervelli, ma si fa abbastanza per trattenerli o farli ritornare? Ritiene che si possano o si debbano attivare politiche per arginare il fenomeno? Di quale natura e tipologia?
E’ vero che abbiamo un problema di fuga dei cervelli, ma abbiamo principalmente un problema di valorizzazione dei tanti qualificati professionisti, ricercatori e studenti che operano nella nostra regione. Inoltre dobbiamo lavorare anche per migliorare la nostra capacità di attrazione dei cervelli dall’estero. Sono pochi gli stranieri che inglobiamo nel nostro sistema produttivo e di sviluppo.
Come sta operando attualmente il governo regionale per rispondere all’offerta qualificata oggi disponibile sul mercato del lavoro locale?
La novità importante sta nel fatto che oggi esiste un “piano regolatore” rappresentato dalle Linee Strategiche per lo sviluppo che ha individuato dei settori prioritari di intervento.
Si tratta di un importante documento che è stato condiviso con gli attori sociali.
E’ nella capacità d’innovazione che si possono creare nuove realtà imprenditoriali.
Quali altre azioni, e da parte di chi, andrebbero messe in atto?
Va incoraggiata la diffusione della cultura della valutazione per premiare sempre il merito come elemento basilare per la crescita della nostra società. E va incoraggiata anche l’internazionalizzazione della ricerca. Proprio su questa ultima azione abbiamo ottenuto importanti risultati sui mercati esteri. Bisogna continuare sostenendo l’interazione e l’ integrazione fra i saperi e fra formazione e sistema della produzione.
* Assessore Regionale all’Innovazione