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L’Italia è considerata da sempre la meta del turismo culturale per eccellenza. A caratterizzarla un patrimonio di forme e colori. Ogni regione, oltre alle bellezze naturali, vanta numerosi beni artistici e si lega in un certo qual modo ai nomi dei grandi maestri che vi hanno lavorato e ad epoche e stili diversi. Tra queste la Campania offre molteplici motivi di visita per gli ineguagliabili attrattori naturali, artistici, culturali ed archeologici. Buona parte di questi attrattori si ritrovano sul territorio della Costa del Vesuvio. Una lunga fascia di costa che partendo dalla città di Napoli si estende verso sud-est sino ad abbracciarne le aree più interne attorno al Vesuvio, uno dei vulcani più famosi del mondo. L’area è stata abitata sin dall’antichità. Il clima caldo e mite, la fertile terra vulcanica, le acque termali e le sorgenti, la vicinanza al mare hanno favorito la nascita di insediamenti urbani. Nei secoli i popoli che l’hanno abitata vi hanno lasciato sempre un’impronta e tante sono le testimonianze a noi giunte. I siti archeologici di Pompei, Ercolano, Oplonti Torre Annunziata nel 1997 sono stati riconosciuti beni culturali di notevole valore e pregio e pertanto inseriti nella “Lista del Patrimonio Mondiale” (WHL) dell’ UNESCO. Sicuramente sono fortemente identificativi e trainanti per tutto il territorio, milioni i turisti che ogni anno si recano a visitarli, ma quello che rende unica quest’area è che i motivi di visita sul territorio non si esauriscono qui. Anzi, oltre ai siti citati vi sono ancora quelli di Boscoreale e Stabiae-Castellammare di Stabia. I 5 siti sono significative testimonianze della civiltà e della cultura dell’antica Roma; sono un eccezionale libro aperto sull’arte, sui costumi, sui mestieri, sulla vita quotidiana del passato. I romani non furono gli unici ad apprezzare le bellezze del territorio. I sovrani borbonici con l’aristocrazia partenopea al seguito lo scelsero quale luogo del “villeggiare”, del riposo e delle delizie. Le ville in stile tardo barocco rococò, costruite tra il ‘700 e ‘800 per lo più immerse nel verde dei parchi e con terrazze degradanti verso il mare, furono sedi di lussuose feste e giochi di corte. Ancora oggi sono diverse le ville del “Miglio d’Oro”visitabili. Per citarne alcune: Villa Bruno a San Giorgio a Cremano, Villa Favorita, Villa Ruggiero e Villa Campolieto a Ercolano, Villa delle Ginestre a Torre del Greco. Menzione a parte meritano invece: la Reggia del Quisisana a Castellammare di Stabia, tornata all’antico splendore grazie ai recenti restauri, che nella volontà dell’Amministrazione Comunale dovrebbe essere adibita ad Istituto di Restauro (il secondo dopo quello di Firenze); la Reggia Borbonica di Portici, residenza estiva di Carlo III di Borbone e sede del Museo Ercolanense che oggi ospita la Facoltà di Agraria. Il piano nobile è di notevole impatto scenografico, ricco di affreschi, mosaici romani e statue, così come di grande effetto è la barocca Cappella Reale dalla bella cupola in piastrelle maiolicate. Fa da cornice alla Reggia di Portici, l’Orto Botanico, custode di piante rare che si tingono di straordinari colori e che fanno da sfondo a squarci di vedute incantevoli. Anche il medioevo ha lasciato le sue testimonianze sul territorio, torri di avvistamento, il Castello baronale di Torre del Greco risalente al 1300 ed il suggestivo Castello di Lettere, in corso di restauro grazie agli interventi predisposti dalla Regione Campania attraverso il Progetto Integrato “Pompei Ercolano e sistema archeologico vesuviano”. Eppure il modo migliore per conoscere l’area è quello di salire sul Vesuvio, sino al cratere. Da lì un panorama mozzafiato sul golfo di Napoli, sulla linea di costa bagnata dal mare, sugli antichi attracchi sul mare, sui porti del Granatello di Portici, di Torre del Greco e di Torre Annunziata. Ad accompagnarci lungo la salita al cratere il museo en plein air Creator Vesevo, sculture realizzate in pietra lavica da scultori di fama internazionale. Ieri come oggi la Costa del Vesuvio è ricettiva agli stimoli culturali, pronta a “suggerire” itinerari: tra i sentieri dei Monti lattari e del Monte Faito, oltre che del Parco Nazionale del Vesuvio; nei molteplici musei demoetnoantropologici, di scienze agrarie, di mineralogia, di entomologia, di vulcanologia, ed ancora religiosi, eno-gastronomici, culturali, civici, multimediali, del corallo, delle armi borboniche; tra le chiese, i santuari (uno dei più noti il Santuario della Beata Vergine di Pompei), i vicoli, i mercati del pesce, dei panni usati o meglio per essere alla moda vintage, come quello di Pugliano meglio conosciuto come Resina. Tanti, troppi i beni culturali per citarli tutti. L’unico modo per conoscerli davvero è visitare il territorio; un territorio che va scoperto con occhi “liberi da pregiudizi”. Problemi e contraddizioni non mancano, spesso offendono l’area ma nonostante i limiti essa è affascinante ed ricca di bellezze. Inoltre a far da sfondo a questo patrimonio di beni culturali, una natura rigogliosa che con albe e tramonti colorati crea scenografie da film, regala suggestioni che lasciano lo spettatore senza parole!






