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Una variante al Piano Regolatore Generale, questa l’ultima scommessa dell’amministrazione comunale per rilanciare l’economia sammaritana. Nei giorni scorsi è stata approvata una modifica alle norme di attuazione del Prg messa a punto ai sensi della legge regionale 16 del 2004 per aggiornare le leggi che disciplinano gli interventi in materia edilizia ed urbanistica. In pratica verrà rilanciato il settore trainante dell’economia locale, qual è l’agricoltura, realizzando incentivi per gli agricoltori e verrà rimessa in moto l’edilizia, creando nuovi posti di lavoro. Ecco i punti salienti. La legge 15 del 2001 definisce i requisiti minimi per trasformare i sottotetti ad uso residenziale. In base a tale normativa, l’abitabilità dei sottotetti scatta ad un’altezza media superiore ai 2,40 metri. Visto che i tetti sono termici e non abitabili, l’indirizzo dell’Amministrazione è stato quello di lasciare come unico requisito solo l’altezza inferiore ai 2,40 metri. Una piccola modifica che potrà sensibilizzare i sammaritani a realizzare un tetto, sia per dare una connotazione edilizia uniforme alla città, che per un adeguamento antisismico degli immobili, scongiurando altresì il fenomeno dell’abusivismo.
A Santa Maria la Carità non vi è la possibilità di realizzare nuovi vani residenziali, fatti salvi 146 vani da destinare all’edilizia pubblica e popolare. L’Amministrazione Comunale, di concerto con la Coldiretti e con le associazioni di categoria, considerata la predisposizione agricola del territorio, ha deciso di trasformare una parte dei vani destinati all’edilizia pubblica e popolare in vani agricoli. Questi vani verranno utilizzati dagli agricoltori per condurre al meglio il proprio fondo.
Per quel concerne l’edilizia scolastica, il Prg prevedeva interventi di edilizia scolastica soltanto su iniziativa pubblica, mentre grazie alla variante alle norme di attuazione anche i privati potranno realizzare infrastrutture scolastiche mediante apposite convenzioni con il Comune. Infine con la modifica apportata al Prg potranno essere realizzate nell’area PIP, all’interno della zona industriale, oltre alle attività agricole, artigianali e commerciali, anche attività per la produzione di beni e servizi a banche e società di telecomunicazioni.






