di Antonio D'Errico - 11 Gennaio 2009

La decisione di sottotitolare lo stemma del Comune era stata annunciata dal sindaco Gennaro Langella lo scorso ottobre in occasione del seminario Talk Show Multimediale “per un nuovo sistema di provvidenze dell’informazione italiana all’estero”, presso la Camera dei Deputati.  Boscoreale, quindi, rivivrà la sua antichissima storia di terra della lavorazione della pietra lavica abbinandola al suo nome. “Questa terra – ha spiegato il sindaco Gennaro Langella-  nei secoli scorsi, ha dato i natali a centinaia di scalpellini che con maestria lavoravano la pietra lavica e che hanno esportato questo mestiere in giro per il mondo. Non vi è parte della nostra nazione, e anche all’estero, ove sono visibili lavori di pietra lavica, che non vi sia stata la mano di un boschese. Il territorio, con il cambio generazionale, sta perdendo la memoria storica di tale maestria ed è nostro dovere ravvivarne i fasti e al contempo promuoverne il rilancio” . La lavorazione della pietra lavica ha origini antichissime nel territorio di Boscoreale. Sono ancora vive le testimonianze di vecchi scalpellini riportate in alcune pubblicazioni edite dal comune dalle quali emergono la descrizione delle fasi di costruzione di una tipica casa a volta realizzata con la pietra lavica. Nella pubblicazione “Architettura rurale a Boscoreale” un vecchio muratore spiega la “tecnologia”, che si tramandava di padre in figlio, usata per la costruzione degli alloggi tipici dell’area vesuviana, e il profondo rapporto che s’instaurava con i materiali da costruzione e i termini usati per definire le “misure delle pietre”.  I mastri muratori assegnarono un nome ad ogni pietra di lava vesuviana, rispetto alla sua dimensione. Gli “scardoni” venivano usati per le fondamenta e i muri portanti. Le più piccole erano “e pellicine” e man mano che si cresceva di misura si definivano: “e savurrelle”, “e savorre”, “e mazzacanielle”, “e mazzacane”, “e mezze prete” e “e prete ‘rosse”. Questa è storia autentica. Storia di veri artisti, i boschesi, che scolpivano la lava dandole forma e “calore”!
Tenendo ben presente questi autentici capolavori d’arte, l’amministrazione, anche per onorare la memoria di quanti nei secoli hanno contribuito a tenere alto il prestigio di una popolazione in una professione d’altissima eccellenza, sta puntando al rilancio del territorio. “Quando si parlerà di Boscoreale si dovrà pensare subito alla pietra lavica e viceversa – ha affermato il sindaco Gennaro Langella”. A breve sarà registrato anche un apposito dominio in internet boscorealeterradellapietralavica.it, che sarà associato al portale internet istituzionale.

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