di Gennaro Biondi - 20 Dicembre 2008

La recente approvazione del Piano Territoriale Regionale ha ratificato l’esistenza di una Campania “plurale” che trova nel deciso potenziamento del policentrismo una delle strategie di fondo, sia per un più efficace bilanciamento nella distribuzione delle funzioni urbane e metropolitane, sia per conseguire un assetto demografico più equilibrato. Ciò significa ripartire dallo sviluppo locale per potenziare quel mix di capitale materiale e sociale che rappresenta il grande patrimonio da mettere in valore nelle nostre realtà. Per sostenere tale prospettiva sono stati individuati sei sistemi territoriali con caratteristiche diverse rispetto ai quali vanno costruite specifiche politiche di incentivazione economica e di inclusione sociale. In termini operativi ciò significa ripensare anche ai livelli di governance dei processi in atto che non possono più coincidere con la tradizionale gerarchia che parte dai comuni ed arriva all’Ente regionale. C’è piuttosto bisogno di una nuova soggettività istituzionale in grado di cogliere le nuove opportunità inscritte nei territori e soprattutto nei nuovi indirizzi della programmazione dei Fondi Strutturali relativi al periodo 2007-2013. Questa problematica tocca da vicino l’iniziativa e le prospettive della TESS-Costa del Vesuvio la cui attività ha come riferimento un territorio esso stesso “plurimo” e complesso: ed è per questo motivo che abbiamo avviato su questo foglio un viaggio all’interno delle Agenzie di Sviluppo Locale che operano in Europa. Si tratta, come già abbiamo avuto modo di segnalare nei numeri di settembre ed ottobre di esperienze anche molto diverse che vanno dalla DATAR francese alla WDA gallese. In questa sede proviamo ad aprire una finestra su una iniziativa svedese, la ISA (Invest in Sweden Agency) la cui peculiarità sta innanzitutto nel fatto che essa svolge un attività di promozione dello sviluppo locale e regionale ma all’interno di un progetto unico che riguarda l’intero Paese. Infatti la missione strategica dell’Agenzia è rappresentata dalla realizzazione e dal monitoraggio permanente di un piano di marketing territoriale che promuove la competitività di singole porzioni di territorio svedese, alimentandone l’attrattività attraverso specifiche attività. Questa funzione si intreccia con l’ individuazione di settori produttivi che appaiono strategici per l’attuale evoluzione dell’economia locale e nazionale. Dall’incrocio delle potenzialità locali e l’andamento generale dell’economia nazionale nasce un “prodotto” che viene presentato al mercato internazionale degli investimenti. La competitività dei singoli sistemi economico- territoriali è garantita da tutta una serie di procedure estremamente snelle, in grado di garantire un atterraggio morbido al capitale di ventura e che riguardano l’intero processo compreso tra la richiesta iniziale e la concessione di tutte le autorizzazioni necessarie. La ISA garantisce tempi nell’ordine di non oltre 45 giorni per l’espletamento di tutto l’iter burocratico necessario per l’avvio di una nuova attività. Tale agilità nei processi decisionali è garantita dalla flessibilità dell’organizzazione dell’Agenzia la quale conta nell’intero Paese una sola sede di coordinamento localizzata a Stoccolma alla quale fanno riferimento 12 delegazioni distribuite nel mondo, ovvero negli Stati Uniti, Canada, Giappone, Hong Kong, Taiwan, Corea, Germania, Gran Bretagna, Francia, Norvegia, Danimarca, Finlandia. Nel complesso la ISA occupa circa 200 addetti, tra i quali prevalgono i “ cacciatori d’investimenti”, vale a dire esperti di alto profilo circa l’andamento dell’economia internazionale e soprattutto del settore degli investimenti multinazionali. Essi si spostano frequentemente da un Paese all’altro ed una volta stabilito il contatto con un nuovo investitore ne curano l’accompagnamento dalla prima idea alla definitiva realizzazione del progetto. Ciò significa capacità di elaborare progetti di localizzazione, analisi delle opportunità in funzione della richiesta, capacità di costruire rapporti bilaterali tra investitori e pubblica amministrazione locale, consulenza di supporto nella fase di avvio delle nuove iniziative. Anche in questo caso l’indagine empirica non offre (perché non può) un modello predefinito esportabile in altri contesti territoriali, economici e sociali ma, piuttosto va assunta come un’esperienza sulla quale riflettere per mettere in valore le risorse e per promuovere la competitività dei sistemi locali. Indubbiamente la conoscenza delle dinamiche macroeconomiche che caratterizzano i processi di globalizzazione in atto appaiono simili un po’ dappertutto, ma il loro impatto sui singoli contesti locali assume il più delle volte caratteristiche del tutto peculiari. L’offerta di servizi alle persone ed alle imprese, di infrastrutture puntuali e reticolari, la promozione della qualità del capitale sociale e l’efficienza dell’amministrazione pubblica rappresentano in tutte le tipologie osservate i cardini della modernizzazione che vanno migliorati anche tramite la cessione di segmenti della “sovranità decisionale” degli Enti territoriali alle Agenzie di Sviluppo. Gli ottimi rapporti instaurati tra la TESS Costa Vesuvio e le amministrazioni comunali e regionali vanno in questa direzione e quindi lasciano ben sperare per il futuro dei nostri territori.

 *Docente di Geografia economica

Articoli correlati