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Pompei la lotta alla camorra passa attraverso il riutilizzo di un bene confiscato al clan Cesarano e affidato all’a Fondazione “A Voce d’e Creature” nata dall’iniziativa del parroco anticamorra don Luigi Merola che si occupa del recupero di minori a rischio. La fondazione ha sede a Napoli, nel quartiere Arenaccia, in un altro bene confiscato alla camorra locale e quella di Pompei costituisce la succursale nell’area vesuviana costiera. Il centro è destinato all’assistenza e all’integrazione sociale e culturale di giovani a rischio attraverso servizi e attività di formazione professionale, recupero di antichi mestieri e avviamento al mercato del lavoro. La struttura è stata inaugurata sabato 8 novembre da don Merola alla presenza del Prefetto Pansa, del Sindaco D’Alessio, di altre autorità civili e religiose e dei volontari che cureranno le attività del centro. Nell’ambito delle strategie messe in campo nella lotta alla criminalità quella dell’attacco al patrimonio – immobiliare e non – dei clan costituisce uno degli ambiti di intervento più efficaci. Purtroppo, però, alla relativa facilità nel sequestrare i beni si contrappone una procedura ancora lenta e burocratizzata nella destinazione degli stessi a finalità sociali. Infatti, benché la Campania primeggi in questo settore grazie anche ad un’apposita legge (Legge Regionale 23/03 - vedasi La Costa Vesuviana nn. 2 e 3), esiste una forte differenza tra il numero dei beni accertati, quello dei beni confiscati e, infine, quello dei beni riutilizzati. Ma proprio dal modello di gestione già applicato con successo dalla fondazione di don Merola e per le altre esperienze simili, proviene un segnale incoraggiante per il rafforzamento delle politiche di confisca dei beni della camorra poiché, a partire dall’immobile sottratto al patrimonio dei clan, si innesca nell’area un circuito virtuoso di intervento sociale che si conclude con la sottrazione di potenziale “manodopera” criminale agli stessi clan. Il successo complessivo di tali iniziative potrà essere garantito innanzitutto dalla stretta collaborazione tra i diversi soggetti che a diverso titolo svolgono azione sociale sul territorio: scuole, parrocchie e amministrazione comunale; ma altresì bisogna sviluppare e curare intorno a tali centri un humus fertile fatto di rapporti con le imprese locali, sostegno economico alle attività svolte, attenzione delle forze dell’ordine, sensibilizzazione delle comunità locali.






