di Giuseppe Picciano - 17 Dicembre 2008

La mission impossible dell’assessore regionale al Turismo e ai Beni Culturali Claudio Velardi comincia da un radicale cambiamento delle politiche di promozione fin qui adottate. Lo ha più volte ribadito pubblicamente (anche attraverso il suo sito web) il diretto interessato, sottolineando che con il ciclo di investimenti 2007-2013 è stato deciso un netto cambio di marcia e di strategia: “Finanzieremo – avverte Velardi - solo completamenti di restauri in atto e destineremo il grosso delle risorse alla valorizzazione, alla promozione e, lì dove ce lo consentiranno, alla gestione dei Beni Culturali della regione. Che vuol dire migliorare l’aspetto dei siti, attrezzare percorsi, creare adeguate strategie di marketing e comunicazione, intercettare sponsorship e interventi finanziari privati”. Questo in sintesi, ma la politica a cui tende l’assessore muove da un ragionamento più complessivo. Innanzitutto promuovere in Campania un sistema turistico integrato e moderno, governato dalle imprese, dalla creatività dei territori e non dalla politica o dalle istituzioni, in grado di raggiungere standard elevati e diffusi di qualità, esaltando al contempo l’estrema diversificazione dell’offerta che la regione propone. Per questo al centro del nuovo ciclo di investimenti si collocano alcuni temi-chiave: il ruolo dell’impresa, la qualità dell’accoglienza, la messa in rete dei sistemi. Si prevede, a questo fine, una serie di interventi mirata alla nascita di mercati turistici autonomi e rappresentativi.  In secondo luogo, l’assessorato intende concepire la programmazione 2007-2013 in chiave unitaria. Le fonti di finanziamento sono diverse (Por, Poin, Pain, Par) e diverse sono le procedure attuative dei programmi. Proprio per queste ragioni non deve essere frammentata la progettualità: grandi obiettivi si possono perseguire solo se le risorse vengono accorpate.  In che modo? Mettendo a punto solo cinque grandi progetti per il turismo, elaborati su scala provinciale senza venire incontro a istanze localistiche ma nel rispetto delle differenti vocazioni del territorio campano. Una scelta, secondo l’assessore Velardi, innovativa e necessaria perché supera le vecchie logiche del consenso. In passato i finanziamenti sono stati dispersi i mille rivoli e hanno solo sfiorato, in maniera scoordinata, i territori senza mai realizzare interventi incisivi. La logici di sistema, dunque, è l’unica in grado di trasformare la programmazione in azioni concrete. Per queste ragioni la sfida è anche di carattere  comunicativo.  Velardi, quindi, ha elaborato la sua strategia e all’inizio di novembre l’ha presentata ai consiglieri regionali e ai presidenti delle commissioni competenti. Ma ha sgomberato il campo da ogni possibile suggestione decisionista, così come scrive sul suo sito: “Ora il percorso continua: andremo nelle singole province a discutere i progetti, perché i territori devono essere protagonisti di questo ciclo di investimenti; dialogheremo con le associazioni e gli imprenditori; infine, decideremo nella sede propria, il Consiglio regionale. Nelle prossime settimane, lo sottolineo rispondendo a qualche consigliere che si è sentito tagliato fuori dalla discussione, tutti i consiglieri regionali saranno coinvolti nella discussione. Su progetti importanti è doveroso realizzare il massimo di partecipazione e di condivisione”.
La strategia, come detto, sarà attuata attraverso l’utilizzo dei diversi strumenti operativi.
Il programma Operativo Regionale 2007-2013 stanzia circa 400 milioni di euro. L’asse numero 1 è finalizzato alla sostenibilità ambientale e all’attrattività culturale e turistica. Gli obiettivi tendono alla valorizzazione dei beni e dei siti culturali; alla diversificazione e allo sviluppo dell’offerta turistica con particolare riguardo ai “prodotti” sotto-utilizzati; alla realizzazione di campagne di comunicazione e di attività di direct e trade marketing per la promozione dell’immagine dell’offerta turistica della regione Campania sia sul mercato estero sia quello interno per determinare l’aumento delle presenze turistiche.
I programmi Poin e Pain (asse 1), finanziati con circa 500 milioni di euro, sono finalizzati a valorizzare i poli e gli attrattori culturali, naturali e paesaggistici in essi localizzati e a rafforzare l’integrazione su scala interregionale l’offerta culturale. L’asse 2 mira invece a sostenere il sistema delle imprese turistiche e quelle operanti nelle filiere connesse alla fruizione turistica dei poli culturali e ambientali; in più promuovere la creazione di un’immagine unitaria dell’offerta culturale in quanto espressione identitaria del territorio. Infine, il Programma attuativo regionale, in corso di redazione e che assegna circa 600 milioni di euro, è destinato a ricalcare gli obiettivi dei programmi Poin e Pain oltre che a integrare le risorse sul raggiungimento degli obiettivi e delle finalità dell’intera programmazione.
Tutti gli sforzi si concentreranno, come preannunciato da Velardi, su cinque grandi progetti territoriali per incrementare la competitività del territorio campano sul mercato globale:  Irpinia, un viaggio nelle terre del vino; I borghi del Sannio; I siti Borbonici e la Via Appia: il tram della storia; Il Cilento tra natura a sport; La Baia di Napoli. Progetto quest’ultimo che chiamerà direttamente in causa Tess, in quanto agenzia di sviluppo di una consistente parte di territorio dell’area napoletana. I cinque percorsi individuati dall’assessore superano il modello frammentario e poco soddisfacente di promozione dei singoli luoghi e creano sinergie. “E’ così – chiosa Velardi – che nel mondo della comunicazione globale nascono gli attrattori”.

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