di Novella Maiello - 17 Dicembre 2008

Uno dei Grand Tour ipotizzati dall’assessore Velardi riguarda la Baia di Napoli, considerata un unicum dal punto di vista paesaggistico, storico e culturale grazie alla presenza di due siti Unesco, del Parco Nazionale del Vesuvio e di aree marine protette che la collegano idealmente alla grande rete delle baie del Mediterraneo. Nella visione dell’assessorato è necessario promuovere la Baia di Napoli come un’unica grande meta turistica, la cui successione dei luoghi ne suggerisce l’assoluta unicità: Ischia e Procida; Cuma e il suo parco archeologico; il Castello di Baia; il Rione Terra e le Terme di Baia; il parco sommerso di Baia e quello della Gaiola; la città di Napoli; il Vesuvio e il Parco nazionale; le ville del Miglio d’oro; Ercolano; Pompei; Oplonti e Stabia; la penisola sorrentina; Capri.
La scommessa è quella di restituire al cittadino e al turista questo inestimabile patrimonio costruendo una nuova forma di fruizione dei siti culturali e naturali attraverso l’accessibilità dal mare. Il sogno è far diventare l’insieme di questi luoghi attraenti come il Bosforo a Istanbul; la Senna a Parigi, i canali di Amsterdam. Anche in questo la logica vincente sembra quella della rete dei collegamenti. Battelli e barche viaggeranno sottocosta e accompagneranno il turista, intercettando il flusso crocieristico, ai siti e luoghi della cultura lungo le tappe degli approdi della baia, attraverso un itinerario integrato che va da Cuma a Stabia.
Questa strategia, secondo Velardi, si incardina su alcuni progetti simbolo della nuova visione e realizzabili nel breve periodo attraverso una efficiente ed efficace concertazione istituzionale. L’area dei sedici comuni Tess rappresenta una consistente porzione della Baia di Napoli, considerando, tra l’altro, che è quasi tutta costiera. In questa zona, l’assessore regionale ipotizza il Polo di attrazione e divulgazione delle risorse archeologiche dell’area vesuviano-stabiese a Pompei, con all’interno un museo multimediale che accoglie e guida il turista nella conoscenza della storia dei luoghi. In prospettiva prevede il completamento del restauro di Villa Campolieto, sede dell’Ente Ville Vesuviane, e la valorizzazione del Museo Archeologico Vesuviano.

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