di Ivana Cimmino - 17 Dicembre 2008

La storia del vino è un po’ come quella dell’umanità, infatti risulta difficile tracciarne con precisione il suo corso. Grazie alle condizioni favorevoli climatiche e alla particolare natura dei suoli favorevoli la Campania, vanta una antica tradizione enologica. Fin dall’età del bronzo, la Campania fu oggetto di numerosi insediamenti, le cui tracce più importanti sono quelle delle popolazioni micenee, che risalgono al XIV secolo a.C. Gli Etruschi ed i Greci arrivarono qualche secolo più tardi e vi trovarono una popolazione ricca di una tradizione vitivinicola già affermata. Secondo alcuni storici, quindi, non furono gli Etruschi o i Greci ad introdurre la coltivazione della vite in Campania, ma contribuirono solamente a migliorarne i metodi. 
Il clima mite di questa regione ha sempre favorito lo sviluppo e la crescita della vite, arbusto molto adattabile, che riesce a dare frutti eccezionali, anche in terre di origine vulcanica. Ad oggi i vini vesuviani si distinguono per la forte personalità delle aziende vinicole, che prediligono la piena valorizzazione delle varietà autoctone, invece di inserire vitigni internazionali, come i vini rossi pieni ed intensi e quelli bianchi fruttati e pieni di “carattere”. Gli ultimi secoli sono stati oggetto di uno sviluppo straordinario delle tecniche vinicole. Infatti, l’arrivo della cioccolata dall’America, del tè dalla Cina, del caffè dall’Arabia e la diffusione di birra e distillati nel 1600 resero la vita difficile al vino, che perse il primato di unica bevanda sicura e conservabile. Ciò spinse i produttori a migliorare ad ogni costo la qualità. Si partì con l’evoluzione tecnologica, con la lavorazione del vetro che rese più facile la realizzazione di bottiglie e alla scoperta del sughero che resero migliori le condizioni di conservazione. Solo successivamente e precisamente, nel 1700 si consolidò la tendenza a produrre vini più intensi, scuri e fermentati più a lungo. Ma soltanto nel 1800 si è vissuto la massima euforia vitivinicola; l’economia di molti paesi si basava sulla produzione di vino, anche se in quel periodo si dovette fare i conti con il grande flagello della filossera, un parassita che colpiva le radici della vite. La maggior parte dei vigneti andò distrutta e l’unica soluzione fu quella di ripartire da zero. Solo a seguito della Rivoluzione Industriale, il mondo del vino ha subito dei mutamenti. Infatti, grazie a diverse tecniche, come la refrigerazione dei vasi vinari si è iniziato a produrre vini eccellenti, grazie anche alle uve di grande qualità.

Articoli correlati