di Antonio Borriello - 15 Dicembre 2008

 “Ho ritenuto doveroso rappresentare al Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, nonché al Prefetto di Napoli Alessandro Pansa lo stato di oggettiva pericolosità e vergognoso degrado in cui versa da anni la settecentesca facciata di Villa Bruno Prota, in Via Nazionale, a Torre del Greco. Una condizione inaccettabile e di forte abbandono che mi ha obbligato più volte a chiedere agli organi competenti di intraprendere i dovuti provvedimenti sia per la salvaguardia della struttura che soprattutto per la pubblica sicurezza”. Così Ciro Borriello, sindaco di Torre del Greco. “Anzi, ho perfino inoltrato ordinanze e diffide ai proprietari per inottemperanza e trasmesso alla Procura tutti gli atti – prosegue il primo cittadino  - purtroppo, nonostante il portale sia sotto i vincoli e la Legge di Tutela 1089/1939 per interesse artistico e storico, a tutt’oggi manca qualsiasi tipo di intervento”.  La splendida facciata arreca, tra l’altro, non pochi problemi per la pubblica sicurezza, visto che è rivolta sul marciapiede comunale. L’ingresso, infatti, è attraversato da un notevole traffico sia automobilistico che di pedoni. Uno dei balconcini collocati sotto il portico, quello di sinistra, è in evidentissimo stato di pericolosità: l’inferriata è prossima a crollare. Non mancano profonde crepe, arbusti ed erbacce varie, per non parlare di alcuni vecchi ed ormai inutili supporti di ferro per l’energia elettrica che andrebbero subito rimossi. Un bel portale che conduce alla Villa interna e procede verso il mare. Intanto, per salvaguardare la pubblica e privata incolumità abbiamo transennato e messo in sicurezza la struttura. Un vero peccato vedere da lungo tempo una così imponente costruzione, appartenuta ai marchesi Curtis, ingabbiata da ponteggi e reti varie. La scenografia presenta al centro un basso corpo di fabbrica, fiancheggiato e sormontato da una elegante edicola sacra contenente il classico busto di San Gennaro, ovviamente in gravissimo e pericoloso dissesto. Mentre ai lati si elevano leggeri pinnacoli, nella parte centrale si notano doppie paraste, con aperture simmetriche, timpani e disegni differenti. Infine, un importante timpano curvo completa la struttura. “Non si possono trascurare simili testimonianze –riprende  Borriello - che, oltre a rappresentare la storia di una città, risultano delle splendide perle incastonate lungo il famoso miglio d’oro.

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