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Un nuovo zampillio d’acqua ha preso vita, da alcune settimane, in piazza XXIX Marzo, nella rotonda che razionalizza il flusso veicolare in via Mazzini all’incrocio con via Sacra. La fontana è stata offerta all’ente comune dalla Società GORI e richiama un impluvium pompeiano. L’impluvium è una vasca presente negli atri delle antiche Domus pompeiane destinata a raccogliere l’acqua piovana attraverso un’apertura posta al centro del tetto. La vasca è costruita in pietra, profonda circa 30 cm ed incassata nel pavimento. A decorazione dell’impluvium si era soliti posizionare delle statue ai bordi. Una delle Domus pompeiane più famose è la ‘Casa del Fauno’ che prende il nome proprio dalla statua posta ai margini della vasca che raffigura un Fauno danzante. Al centro della rotonda si è voluto riproporre un impluvium che, pur rispettandone le antiche essenze, fosse rieletto in chiave moderna. Due piani in pietra che slittano l’uno sull’altro con la vasca incisa sull’elemento superiore. Entrambe le due lastre sono state realizzate con marmo di Carrara con uno spessore di 13 cm. La fontana ha una lunghezza di 16 metri ed una larghezza di 6,8 metri. Non è stato facile lavorare con lastre di tale dimensione ma tutto è andato per il meglio anche grazie alla direzione impartita dagli uffici del comune e dall’assessore all’Arredo urbano Carmine Lo Sapio. Non si è trascurato l’elemento decorativo collocando una statua rappresentante un Fauno con otre. La statua bronzea è alta un metro e 60 ed è la riproduzione della statuina del ‘Fauno con otre’ (‘satiro versante’ per la mitologia greca) alta 56 centimetri e ritrovata nella ‘Casa del Centenario’ alla fine dell’Ottocento durante gli Scavi dell’antica Pompei. Tale reperto, ad oggi, è conservato al Museo Nazionale Archeologico di Napoli. Il Fauno è immortalato mentre versa del vino dall’otre, posto sotto il braccio sinistro, in una coppa sorretta nella mano destra. La coppa è andata persa e la statua sulla fontana mantiene tale caratteristica per essere fedele il più possibile all’originale. Il satiro è una figura maschile che nell’antica mitologia era solita vivere nei boschi e nelle montagne. In principio veniva raffigurato come un uomo barbato con marcate sembianze animalesche: corna, coda e zampe ferine. Con il tempo tali sembianze si sono affievolite perdendo alcuni degli aspetti animaleschi. Sono esseri lascivi e dediti al vino, infatti, tale figura viene sempre associata al culto di Dioniso. Non sono ancora terminati gli interventi di arredo previsti per la riqualificazione dell’area, infatti, sarà ulteriormente potenziato il sistema di illuminazione in tutta la piazza, saranno posizionati dei lastroni in pietra lavica intorno alla fontana e un nuovo sistema di LED, posizionati a scomparsa sotto i due lastroni di marmo, evidenzieranno il profilo della fontana e della vasca interna durante le ore notturne.






