di Gennaro Biondi - 10 Novembre 2008

Con il numero di settembre di “La Costa Vesuviana” iniziammo un viaggio tra le Agenzie di Sviluppo Locale che operano in Europa, con l’obiettivo di approfondirne la missione specifica, l’organizzazione e soprattutto la tipologia di servizi offerti. Nella prima tappa abbiamo avuto modo di prendere contatto con la francese DATAR la quale predispone tutta una serie di attività tendenti ad ottimizzare l’accoglienza nelle aree arretrate del Paese di iniziative imprenditoriali ad esse esterne, soprattutto straniere. In questa sede il nostro tour ci porta in Gran Bretagna dove la diffusione delle Agenzie per lo sviluppo locale risulta la più alta a scala europea e per molti versi esse risultano anche tra le più efficienti. Il caso più famoso è quello della WDA (Welsh Development Agency) anche se opera essenzialmente a scala regionale. La sua originalità sta nel fatto che essa svolge il  ruolo di interfaccia tra il sistema economico  e l’organizzazione sociale locali, da un lato, e, di interlocutore privilegiato per il capitale di ventura interessato ad atterrare nel Galles, dall’altro. L’Agenzia è strutturata in maniera reticolare nel senso che gestisce in tempo reale i contatti con gli uffici periferici distribuiti in numerosi Paesi europei con il compito di “antenne” predisposte per l’individuazione di imprenditori alla ricerca di nuove localizzazioni produttive o interessati al decentramento di specifiche fasi della produzione. Si tratta di una organizzazione estremamente “leggera” nel senso che è costruita in gran parte sulla comunicazione informatica e su rapporti a distanza, piuttosto che concretizzarsi in costosi uffici ed in un alto numero di addetti . I “cacciatori di investimenti” non sono altro che degli addetti commerciali i quali promuovono in maniera semplice e pratica il territorio gallese del quale forniscono i dati economici di base, la situazione infrastrutturale, i tempi delle procedure amministrative e l’elenco delle provvidenze e degli incentivi a favore dei nuovi investimenti. Grazie a questa agilità organizzativa la WDA ha attivato già investimento per oltre 15 miliardi di sterline, ha favorito l’insediamento di circa 500 aziende multinazionali per poco meno di 20.000 nuovi posti di lavoro dei quali la maggior parte in settori ad alto valore aggiunto ( elettronica, servizi finanziari,tecnologie informatiche, meccanica medica). L’Agenzia non solo tiene i contatti con il mondo imprenditoriale straniero, ma partecipa attivamente alla predisposizione di tutte le condizioni infrastrutturali di tipo materiale in quanto è titolare della gestione di un ampio patrimonio di terreni spesso derivanti da vaste operazioni di risanamento ambientale e di ristrutturazione produttiva. Ed ancora, all’Agenzia è demandata tutta la fase di contatto con la Pubblica Amministrazione in tema di rilascio di autorizzazioni, di verifiche ambientali, di avvio di pratiche per l’accesso alle numerose forme di incentivazione fiscali predisposte per lo sviluppo locale e regionale. Ma una attività specifica, tipica della WDA, è rappresentata dalla delega ad essa attribuita per i contatti tra l’impresa insediante e la rete di piccole aziende locali potenzialmente interessate a nuove forme di collaborazione sul piano produttivo. Ciò significa anche predisporre progetti di formazione del personale e progetti di miglioramento della qualità fino alla sua certificazione. Nel complesso, l’esperienza gallese dimostra che un arma vincente per le agenzie di sviluppo locale sta nella capacità di interfacciare la propensione all’investimento – ovunque essa si manifesti – con una alta progettualità delle condizioni locali, dalla infrastrutturazione materiale alla predisposizione di tutta una serie di servizi di tipo immateriale. Il tutto ritenendo strategica e dall’alto valore economico la variabile tempo sulla quale sempre più spesso si misura la competitività dei sistemi economico – territoriali rispetto ai quali l’impresa del nuovo secolo si muove con la disinvoltura e la mobilità che le concedono, da una parte, la progressiva smaterializzazione della produzione e, dall’altra, il facile accesso all’informazione garantita ormai ed ovunque dal mondo di Internet.

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