di Don Tonino Palmese - 10 Novembre 2008

La XIV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, si celebrerà in Campania il 21 marzo 2009. L’associazione LIBERA (Nomi e Numeri contro le Mafie), ha scelto di coniugare in una proposta educativa, culturale e sociale il tema dell’ETICA con quello della BELLEZZA. Quando affermiamo la necessità di un’etica nella vita personale e collettiva delle persone è per dire che tutti abbiamo bisogno di sviluppare una coscienza che sia capace di distinguere il bene dal male, il giusto dall’ingiusto. Insomma avere la capacità di un riferimento comune che ci permetta di andare verso il VERO, il GIUSTO e il BELLO. Crediamo che la capacità di scegliere liberamente e responsabilmente, possa riscattare la nostra terra dalla bruttezza e dalla cattiveria, insomma in termini più concreti, bisogna lottare per liberare il Paese tutto dalla devastazione ambientale, dalla presenza violenta della criminalità e soprattutto dal male serpeggia dappertutto: l’INDIFFERENZA.  Il ruolo delle scuole e dell’associazionismo è determinante. Le mafie (tutte) temono la cultura, l’aggregazione sociale e ovviamente l’attacco ai patrimoni. Le varie forme di aggregazione, dalla scuola all’associazionismo, sono delle vere e proprie comunità alternative alle aggregazioni criminali. Penso ad esempio, a quelle scuole che non solo offrono i saperi, ma che sono prima di tutto luoghi educativi dove si sperimenta e si approfondisce che la felicità del singolo, passa attraverso il rispetto e la giustizia per tutti. Insomma, che non si può essere felici da soli, e che tutto ciò che è vita va custodita e accompagnata verso la propria realizzazione. Inoltre, il tema della bellezza vuole essere proprio un impegno concreto ad uscire dalla devastazione ambientale, che tanto ha determinato frustrazione e rassegnazione in tantissime persone. Il danno esistenziale prodotto da quei cumuli di rifiuti (tossici e non), ha radicato nuove e antiche forme di sudditanza, frustrazione e delusione.
  Protagonisti della giornata sono soprattutto i familiari delle vittime innocenti, provenienti da tutt’Italia e i giovani delle varie realtà scolastiche, accademiche e associative. La loro presenza è il segno di una MEMORIA che incontra l’IMPEGNO. I familiari necessitano dell’abbraccio affettuoso e “militante” di tanti cittadine e cittadini. L’impegno dei tanti deve persuadere tutti che l’uccisione di tanti innocenti non può essere vanificata dalle nostre dimenticanze e soprattutto dal disimpegno. È stato scritto che “se loro sono morti, è perché noi non siamo stati abbastanza vivi”.  Abbiamo necessariamente bisogno di mettere insieme le diverse esperienze e i diversi soggetti del protagonismo sociale che combatte la criminalità organizzata. Siamo sempre più convinti che l’antimafia dei delitti deve camminare di pari passo con l’antimafia dei diritti. Ma ciò che deve essere sempre ribadito, è la svolta culturale. Essa determinerà la scelta del Pese di restare sudditi o diventare cittadini. Si può essere sudditi non solo delle mafie, ma persino delle stesse istituzioni democraticamente costituite, ma si può essere sudditi soprattutto di un modelle culturale che non prevede la partecipazione attiva dei cittadini come modo per concretizzare attraverso la giustizia, quell’amore che tutti necessitano esprimere e allo stesso tempo ricevere. Napoli sarà protagonista dei giorni del 20 (con l’impianto ormai consolidato di incontro tra i familiari delle vittime e a seguire veglia di preghiera in Cattedrale) e del 21 (con lo schema marcia - seminari-concerto), mentre il 19 si terrà una manifestazione a Casal di Principe (che coinvolgerà prevalentemente gli studenti locali e l’AGESCI), in occasione del XV anniversario della morte di don Giuseppe Diana. Non ci resta che aderire insieme ai “cento passi” che ci condurranno verso il 21 marzo 2009. Come? Mano nella mano, ricchi di fiducia e certi che “vale la pena accendere un fiammifero nella notte, anziché limitarsi nel maledire l’oscurità”

*  Referente regionale Ass. LIBERA

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