di Luigi Sannino - 10 Novembre 2008

Un’attività che muove un giro di danaro di decine e decine di migliaia di euro al giorno, dando la possibilità di vivere a circa cento famiglie ercolanesi. Ma con un grosso handicap, un freno a mano tirato: il lavoro nero, il sommerso. Fenomeno che l’amministrazione comunale vuole stroncare: prima con le buone, sotto forma di un fondo di 500mila euro da distribuire a imprese che operano nel campo del tessile, sia individuali che collettive o cooperative. E poi, solo se necessario, con le cattive infliggendo sanzioni e facendo scattare controlli a raffica.  Per il mercato di Pugliano è il momento della svolta. Ora o mai più. Come dimostrano gli appelli lanciati agli operatori dagli amministratori pubblici, dopo che il primo bando andò deserto. “Ci riproviamo per riqualificare Pugliano, il mercato dei cosiddetti stracci è un’opportunità da prendere al volo”, sostiene il sindaco Nino Daniele, impegnato in una gigantesca opera di riqualificazione complessiva del territorio. “Serve un salto di mentalità imprenditoriale: gli operatori non possono pensare di continuare a restare nel limbo e nell’illegalità. Dal sommerso si arriva soltanto a un declino inesorabile, ecco perché confido nel buon senso e mi aspetto che molti giovani desiderosi di mettersi in proprio aderiscano all’iniziativa”.  Il mercato di Pugliano, storico almeno quanto porta Portese a Roma pur nelle profonde diversità tra le due strutture, muove tra diretto e indotto capitali importanti. Fortune miliardarie (ai tempi della rimpianta, ingiustamente, vecchia lire) sono passate attraverso la strada che collega la piazza della Basilica al corso Resina, ma da anni il fascino e la convenienza dell’usato sembrano aver lasciato il passo all’apatia. Colpa della crisi economica, ma anche del rifiuto finora opposto dai commercianti della zona alle proposte innovative lanciate dal Comune. Proprio per questo al bando, che non aveva incontrato a gennaio 2007 il favore dei destinatari, sono state apportate alcune modifiche. L’obiettivo è di garantire fino al 75 per cento del capitale per formare nuove imprese o “ricapitalizzare” quelle già esistenti. “L’oro di Ercolano potrebbe essere il mercato di Resina”, afferma l’Assessore alle Attività produttive Enrico D’Agostino. “Penso anche a un marchio per i prodotti di Pugliano, con la scritta doc, che avrebbe l’effetto di aumentarne il valore fino al triplo. E anche a un mercato delle pulci all’interno dell’area mercatale, progetto che potrebbe attrarre ancora di più turisti e acquirenti da altri luoghi della Campania, dell’Italia e non solo. Inoltre, è prevista anche una gradualità tributaria per incoraggiare l’emersione dal sommerso”. Per far andare in porto il nuovo bando si sono spesi molto il Dirigente del Settore Attività produttive, Ciro Ignorato, e il coordinatore di “Urban”, Massimo Iovino. Gli operatori del mercato di Pugliano sono stati più volte contattati, è stato richiesto loro quali fossero le richieste all’ente pubblico e hanno avuto tempo e modo di valutare le proposte. Ora dalle parole però, è necessario passare all’azione perché il sistema di produttivo di Ercolano avanzi e crei ricchezza. In tempi di vacche magre a livello internazionale, non sarebbe poco.
                                                                                                   

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