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Intervista ad Antonio Valiante assessore regionale per la Riforma dell’amministrazione regionale - Rapporti con il sistema delle autonomie e dei piccoli comuni - Sicurezza delle città
La sicurezza delle città rappresenta, a torto o a ragione, una delle maggiori preoccupazioni dei cittadini. Quali sono gli strumenti che la Regione Campania mette in campo al servizio della collettività e delle istituzioni locali?
La diffusione della macro e microcriminalità nelle città diviene un fenomeno ogni giorno più preoccupante, che, oltre a costituire un pericolo per le istituzioni, determina anche una situazione di insicurezza sempre più percepita dai cittadini. La Regione Campania, attraverso l’Assessorato alla Sicurezza delle città, da me rappresentato, lavora al tema della sicurezza come politica complessiva, mettendo in campo azioni finalizzate a promuovere e diffondere una nuova cultura della sicurezza attenta ai temi qualità della vita e della vivibilità dei territori; innalzare la percezione di sicurezza da parte dei cittadini e della comunità; qualificare l’azione della Polizia locale. Negli ultimi anni, attraverso una normativa dedicata, l’Assessorato ha sostenuto le Amministrazioni Locali con cospicui finanziamenti in progetti sul riuso dei beni confiscati alla delinquenza organizzata; installazione di sistemi di videosorveglianza; promozione e coordinamento delle azioni in favore delle vittime della criminalità e prevenzione-contrasto ai fenomeni di estorsione ed usura.
Nonostante i successi conseguiti con la confisca dei beni alla camorra, in questi anni si è lamentata una difficoltà burocratica nel conferimento al patrimonio collettivo della società civile. Come sta intervenendo la Regione Campania per snellire la procedura?
Lo snellimento della procedura relativa alla confisca dei beni alle mafie richiede una riforma normativa statale che superi i limiti della Legge 109/96 che attualmente disciplina la materia. In questo campo, infatti, l’intervento non può essere di natura regionale. Governo ed Enti Locali sono da tempo concordi circa la necessità di dotare lo Stato di un’apposita Agenzia nazionale con diramazioni regionali. L’idea è quella di una struttura che segua per intero l’iter della confisca dei beni, dalla fase del sequestro fino al riuso per fini sociali ed istituzionali. In attesa di questa complessa riforma, la Regione Campania fornisce uno strumento di sostegno alle Amministrazioni locali impegnate in progetti di sicurezza urbana per il riuso di beni confiscati alla delinquenza, tant’è che si è dotata di una specifica Legge Regionale, la n. 23/2003. E’ elevato il numero di immobili confiscato alla camorra nella nostra regione. Grazie ai fondi regionali erogati negli ultimi anni, beni appartenuti ai clan Schiavone, Nuvoletta, Ligata, Rea e molti altri sono stati restituiti alla cittadinanza sotto varie forme di riutilizzo a carattere sociale
La Regione Campania ha ottenuto un prestigioso riconoscimento entrando nell’esecutivo del FESU. In cosa si traduce in termini operativi il confronto di esperienze europee.
Nel luglio scorso la Regione Campania è stata eletta, per il secondo anno consecutivo, membro del Comitato esecutivo europeo del FESU, il Forum Europeo sulla Sicurezza Urbana che compie quest’anno vent’anni. Il FESU, di cui fanno parte numerose tra le più importanti amministrazioni europee, offre ai propri soci la possibilità di confrontare e scambiare le proprie esperienze e competenze in materia di politiche di sicurezza. Nel corso degli anni il FESU ha sviluppato dibattiti, riflessioni e progetti relativi, in particolare, ai temi di giustizia, disagio giovanile, immigrazione ed inclusione sociale, droghe, sicurezza del territorio e polizia locale. La candidatura è stata da me fortemente voluta per offrire un contributo particolare al Forum Europeo in materia di confisca alle mafie e riuso sociale dei beni. Gli enormi passi in avanti mossi dalla Campania su questi delicati temi stanno infatti per culminare, nell’ambito della nuova programmazione, nella stesura di un Protocollo d’Intesa con il Ministero dell’Interno. Il tema della confisca interessa l’Europa più di quanto si immagini: molti investimenti delle mafie italiane e dei Paesi dell’Est sono infatti localizzati in tutto il territorio europeo. L’impegno assunto dalla Campania prevede dunque di sensibilizzare ulteriormente l’Europa e coinvolgere a pieno le Regioni dell’obiettivo convergenza sul tema della confisca e della lotta alle mafie.






