Nel 1872 la Reggia di Portici fu scelta come sede della Scuola Superiore di Agricoltura, terza in Italia dopo Pisa, fondata l’anno prima, e Milano, quasi contemporanea. La prestigiosa residenza borbonica e il suo esteso parco divennero da subito centro di eccellenza di studi e ricerche in ambito agricolo. Nel 1923 divenne Istituto Superiore Agrario e nel 1935, con la riforma degli istituti, assurse al rango di facoltà universitaria con la denominazione di Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli. A testimonianza del prestigio e dell’unicità del centro porticese basti ricordare che fino all’istituzione della Seconda Università di Napoli è stata l’unica sede universitaria regionale al di fuori del capoluogo campano e fino al 1936 l’unico centro universitario di studi agrari d’Italia a sud di Pisa. Tale prestigio è stato consolidato in oltre 130 anni di storia dal contributo di studiosi di fama nazionale e internazionale, tra cui Filippo Silvestri, Orazio Comes, Manlio Rossi Doria, solo per citarne i più noti, garantendo un ininterrotto legame tra la città della Reggia e la ricerca scientifica. Presso la Facoltà sono istituiti l’Orto Botanico e ben due musei universitari: il Museo di Entomologia “Filippo Silvestri” e il museo botanico “Orazio Comes”.
Dopo la crisi industriale degli anni Settanta-Ottanta, una vasta area presso il porto del Granatello fu liberata dai vecchi insediamenti produttivi della Montecatini e del vecchio macello comunale ed è stata interamente destinata alla ricerca scientifica e tecnologica: tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta si insediarono Enea e Criai seguiti, più di recente dal Campeq e Imast. La dislocazione di parte della facoltà di Agraria nelle ex officine Fiore espande anche alla vicina Ercolano il polo della ricerca ai piedi del Vesuvio.