Il comparto florovivaistico, grazie ad una favorevole combinazione di fattori climatici e pedologici che non ha pari in altri comprensori floricoli italiani, rappresenta un settore strategico dell’economia campana capace di determinare importanti risvolti, sia in termini economici, sia sociali ed occupazionali.
Con una produzione di circa 210 milioni di euro, la Regione Campania contribuisce alla formazione del valore nazionale con il 13% e a quello del Mezzogiorno con circa il 38%. Con oltre 20 mila addetti compreso l’indotto (sui 150 mila totali) e circa 3 mila aziende, la realtà produttiva campana, inoltre, si conferma tra quelle di maggiore rilievo a livello nazionale. Per il fiore reciso, in particolare, con il 30% circa della produzione, la Campania precede nel Mezzogiorno Sicilia e Puglia e conferma il suo primato per le coltivazioni da fiore reciso tradizionali: garofani, rose, crisantemi, lilium, gladioli ed anche nel settore delle piante in vaso le performance produttive restano a livelli elevati. Le principali aree vocate alla produzione di fiori e piante sono localizzate in provincia di Salerno e in provincia di Napoli, dove, in particolare, si concentra circa l’80% delle aziende campane nel territorio che va da Napoli a Castellammare di Stabia, con una densità elevatissima nell’area costiera vesuviana ed in particolare nei comuni di San Giorgio a Cremano, Ercolano, Torre del Greco, Castellammare di Stabia, Pompei, Santa Maria la Carità. L’importanza del settore, le particolari condizioni pedoclimatiche, l’alta qualità delle produzioni, il significativo ricambio generazionale si trovano, purtroppo, a dover scontare numerosi limiti e criticità. La struttura produttiva ed aziendale è rappresentata, infatti, da imprese di piccole e medie dimensioni, la cui forma di conduzione prevalente è quella diretta del coltivatore. La localizzazione attuale delle produzioni è generalmente soggetta alle pressioni di sviluppo edilizio e residenziale che ne limitano le possibilità di espansione, ostacolando la competitività delle piccole aziende sul mercato e determinando fenomeni di delocalizzazione di molte realtà imprenditoriali. A questo si aggiunge una bassa propensione all’associazionismo e alle strategie di filiera, una ridotta capacità di programmare le produzioni, la difficoltà nell’organizzazione dei processi commerciali, la carenza di strategie di sistema per la promozione ed il marketing del prodotto campano, una quasi totale situazione di sudditanza tecnica dalle ditte estere, che naturalmente selezionano il materiale in ambienti e condizioni diverse. Appare evidente che, nonostante alla produzione floricola campana siano riconosciuti requisiti di buona qualità, l’offerta produttiva risulti inadeguata e carente. Le forti criticità evidenziate e i nuovi scenari mercantili nazionali ed internazionali rendono, pertanto, urgente l’accelerazione dei processi di riorganizzazione nel segmento della produzione e della commercializzazione e la necessità di valorizzare e promuovere un settore che si trova a competere con una concorrenza molto forte e che deve dunque impegnarsi ad investire sempre più in tecnica e innovazione. Numerose sono, infatti, le iniziative e gli interventi messi in campo dall’Amministrazione Regionale per la valorizzazione del settore: dall’istituzione di un marchio per le produzioni che rispettano le caratteristiche stabilite da specifici standard di prodotto; al programma Costiera dei Fiori, finalizzato alla promozione e valorizzazione dei fiori e del paesaggio della costiera; al progetto Prolungamento della shelf life dei fiori recisi al Progetto “floricoltura ecocompatibile” finalizzato alla diversificazione delle produzioni, mediante l’introduzione e la diffusione di nuove specie floricole nell’attuale assortimento produttivo del comparto. Di particolare interesse il progetto della Città del Florovivaismo, promosso dall’Assessorato all’Agricoltura e alle Attività Produttive della Regione Campania, che mira alla salvaguardia e allo sviluppo del florovivaismo regionale e meridionale attraverso la promozione dell’aggregazione dell’offerta per il raggiungimento di quelle dimensioni di scala indispensabili ad affrontare la concorrenza nazionale ed internazionale. Il rilancio della produzione floricola campana, inoltre, è passato anche attraverso le numerose iniziative promozionali che in questi anni si sono avviate, volte ad aumentare la visibilità del prodotto sui mercati nazionali ed esteri, contribuendo al riposizionamento competitivo del prodotto, attraverso la diffusione di un’immagine di qualità eccellente.